Cosa possiamo farcene di tutta questa libertà?

 

Quello. a cui assistiamo oggi é un vero sovraccarico di “immagini”, uso le virgolette perché é difficile definire fotografie qualcosa che tremola davanti allo schermo per un istante e poi se ne va, senza diventare un ricordo che resta e testimonia.

In un mondo così pieno di immagini fugaci un portfolio sul web può essere una cosa a metà, fino a spingersi ad essere un vero e proprio errore…potremmo invece valutare l’idea di costruire qualcosa di narrativo, e di partecipare su un livello diverso, di nicchia. Costringerci a dare un inizio ed una fine ai nostri lavori, organizzare una vera e propria progettualità volta a realizzare qualcosa di fisico andando quindi dall’impaginazione alla scelta della carta passando per gli affiancamenti e la sequenza delle fotografie… pensato, da  vendere per finanziare il lavoro successivo o a volte semplicemente da regalare e che tra anni, mesi, giorni o addirittura ore non scomparirà, ma rimarrà nella libreria di chi ha voluto incrociare una visione e ci si é ritrovato dentro. Fanzine, fotolibri, pieghevoli…a volte basta davvero poco, il più é sganciarsi dal LIKE e pensare in modo più autentico.

Se i Social richiedessero un abbonamento di anche soli pochi euro annui chiuderebbero in un baleno. Che vi piaccia o meno, al 90% di quelli che guardano le vostre foto sul web non frega molto del vostro lavoro.

Cosa possiamo farcene di tutta questa libertà?

 

Gabriele Lopez

Corso Composizione Fotografica

Fotografo Milano

Lavori Personali

Ossessione per la qualità

Ciao a tutti…

Leggendo qua e là in rete pare non passi mai il trend per una qualità ossessiva in fotografia.
Mi stupisce sempre come possano sembrare degni di interesse siti come DXO che in sostanza comparano in modo matematico la resa tecnica su test che non hanno nulla o quasi a vedere con le situazioni di vita reale in cui usiamo le macchine fotografiche.
Ora a meno che non siate pagati dalla Rolex per fotografare orologi e renderne la spazzolatura del metallo nei dettagli, tutto ciò é ridicolo, o quantomeno inutile…

Concetti come “quanto nitide siano le nostre fotografie”, “quanta tridimensionalità abbiano le ottiche”, come i colori  “rendano”, il “micro contrasto”, ecc, ecc… se fini solo a se stessi perdono importanza facilmente. Quello che ci accadrebbe in questo caso é continuare a sognare (o semplicemente “valutare”) come una nuova macchina fotografica, o una nuova lente, possano “migliorare” o aiutarci a raggiungere i nostri obiettivi. Questo gioco é ben studiato e non vi lascerà mai in pace se  non gli date il giusto peso. Il nostro cervello lavora e funziona per “differenze” e riceve stimoli che somigliano a un cambiamento solo quando si aggiunge qualcosa di nuovo e diverso…per farvi un esempio pratico, se vi addormentate davanti alla TV, vi svegliate non appena qualcuno la spegne. In fotografia non é molto diverso, vi sembrerà di ottenere qualcosa di emozionante solo facendo una “differenza” e il modo in cui create questa differenza non può e non dovrebbe solo essere aggiungere materiale.

La qualità, o meglio l’estetica può essere importante, intendiamoci, ma deve funzionare per ciò che avete in mente,  e non essere solo un “gioco”. Ad esempio, nel bianconero, io non amo le fotografie troppo piatte e prive di contrasto. Fin dai tempi delle prime stampe in camera oscura io ho sempre scelto filtri di contrasto alti, per non avere una fotografia stampata finale troppo “piatta” e senza grinta (un puro giudizio personale).

fotografia bianconero

Ma anche nel colore ho le mie preferenze, ad esempio non digerisco molto le immagini totalmente sterili e pulite, quelle che assomigliano a quei televisori moderni che si vedono nei supermercati per intenderci: ultranitide,  belle colorate,  con un contrasto tagliente. Ai monitor Retina dei mac preferisco quelli opachi, con una risoluzione inferiore, perché trovo rendano meglio la resa fotografica in fase di stampa. Perché si, alla fine per me é la stampa che conta, le fotografie non devono restare a monitor. Quindi scelgo pellicole, o valori iso, o post-produzione che tolgano nitidezza alle fotografie e gli diano quel pelo di morbidezza che cerco.

fotografia a colori

Non sono quindi diverso da voi…ma il punto é che poi questo tipo di cose, o la nitidezza se ne ho bisogno, possono essere applicate a pressoché qualunque macchina, sensore, pellicola, software mi capitano per le mani. Di sicuro non si tratta di test di sensori o di resa degli obiettivi. Perché non proviamo a chiederci ad esempio se la macchina che abbiamo ci aiuta a raggiungere le situazioni in cui vogliamo fotografare? é troppo piccola e instabile se vogliamo lavorare a teatro? o troppo grossa, ingombrante e pesante da portare dietro ogni giorno se vogliamo raccontare il nostro quotidiano? E se vogliamo creare una “differenza” non é meglio investire in esperienze?
Quelle rimarranno con noi fino alla fine, mentre il materiale verrà dimenticato, si potrà rompere, diventare obsoleto, essere rubato o perso….
Le macchine moderne ormai vanno bene pressoché tutte e non saranno le diavolerie  moderne degli autofocus o dei programmi di esposizione a darvi uno slancio fotografico, ma semmai il tempo che vi prenderete per esplorare la realtà attorno a voi, creando il vostro diario personale e mettendo assieme la vostra visione del mondo.

corsi-fotografia-milano

Colore e ossessione per la qualità

bianconero qualità e nitidezza

Su di Me:

Gabriele Lopez

Personal Photography

Fotografo Matrimonio Milano

Corporate photography

 

Alex Coghe e i suoi Dolce Vita Workshops – Date Italiane

Questa estate avremo l’onore di ospitare Alex in Italia per una sua data del workshop di street photography dedicato al suo progetto Italia Dolce Vita workshops.
 
Alex é un personaggio noto già a molti sulla rete. A tratti provocante ma sincero e diretto, non é difficile notare la passione per ciò che fa e per ciò in cui crede.
Con grande piacere vi presentiamo qui uno dei suoi Workshop per la tappa milanese.
 
Nato a Roma (Italia), Alex Coghe è un fotoreporter, editore, scrittore e fotografo di strada, attualmente residente in Messico. Ha iniziato a fotografare all’età di 10 anni, con fotocamere compatte economiche, fotografando paesaggi urbani, ma la sua inclinazione era già per la fotografia di reportage e sociale e ha iniziato nel 2009 a fare sul serio grazie alla fotografia di strada. Dal 2010 si è trasferito in Messico dove ha iniziato a fotografare un mondo nuovo e surreale a Città del Messico, ma sempre attraverso un occhio documentaristico. In quegli anni collabora con diversi giornali, riviste online e agenzie. Alcuni articoli dalla politica alla cultura sono stati pubblicati per La Stampa, Il Giornale, ed è stato corrispondente dal Messico per Prisma News e L’Indro.

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Vi spiego gli Italia Dolce Vita workshops

Per il terzo anno consecutivo proponiamo a Maggio gli Italia Dolce Vita workshops. Si tratta di reali esperienze fotografiche che permettono a chi partecipa di entrare a far parte di un progetto fotografico che include la pubblicazione in una serie di e-books con il titolo ITALIA DOLCE VITA.

Piú di ogni altra cosa lasciamo perdere le etichette, che lasciano il tempo che trovano, e non ti permettono di concentrarti sulla tua fotografia, su quello che conta, cioé quello che hai da dire e mostrare al mondo. Se le tue ambizioni con la fotografia sono importanti, allora possiamo iniziare questo workshop…
AC, 2017

COSE DA SAPERE PRIMA DEL WORKSHOP

Oggi la proposta di workshop è particolarmente satura. Ed in particolare sono tantissimi i workshops  che vengono proposti con l’etichetta della Street Photography. A me non interessa legare la fotografia ad una definizione che trovo limitante e neanche rispondente a quello che gli obiettivi dei miei workshop propongono.

Io sono un fotogiornalista. Attualmente sto collaborando con tre prestigiose agenzie, una di New York City, l’altra specializzata in news che si concentrano su LatinAmerica e la terza è un’agenzia Italiana che è affiliata con Getty Images. Sebbene il mio lavoro si concentra su documentazione sociale con progetti a lungo termine, come appunto, ITALIA DOLCE VITA e BARRIOS, a volte sono impegnato anche con Breaking news. Il mio nome è certamente conosciuto tra coloro che amano la Street Photography, ma io ho sempre voluto dare una connotazione documentaristica alla fotografia che amo realizzare, e quindi l’approccio in strada è sempre legato alla storia in cui la forma, l’estetica non devono mai essere fini a sé, ma subordinate e funzionali a quello che è il contenuto. Ed è quello che io cerco di proporre e stimolare anche ai fotografi che decidono di prendere parte ai miei corsi e viaggi fotografici.

Chi decide di prendere parte ai miei workshops è un fotografo ambizioso, che certamente vuole qualcosa più di qualche like su Facebook o Instagram. L’esperienza che propongo vuole evitare in maniera assoluta di mettermi “dietro ad una cattedra” e infatti ritengo anche non corretto parlare di miei allievi, preferendo la parola fotografi, perché considero ogni partecipante un fotografo, impegnato a lavorare insieme a me ad un progetto editoriale reale, proprio per questo gli ITALIA DOLCE VITA WORKSHOPS sono legati alla pubblicazione di una serie di e-books che saranno proposti attraverso il mio sito web.

COME FUNZIONANO I MIEI WORKSHOPS

Posso affermare che i miei workshops presentano una formula unica che ho provveduto a migliorare grazie all’esperienza pluriennale come docente di fotografia.
Il percorso formativo proposto si concentra sull’esperienza pratica, in strada, in mezzo alla gente, cercando situazioni fotografiche, imparando a vedere e a riconoscere un momento fotografico.
Quello che sto proponendo è dunque un’esperienza fotografica reale, evitando di presentare le mie foto, che chi decide di prendere un corso con me presumo dovrebbe giá conoscere, o di fissare delle slides chiusi in una classe, invece di fare la cosa che piú ama un fotografo: fare fotografia.
Conto su libri già pubblicati, ed é mia preoccupazione inviarli immediatamente dopo il pagamento della quota d’iscrizione, per dare tempo al fotografo di studiare prima del giorno dell’evento.

La giornata inizia con una presentazione del workshop, magari davanti ad un bel caffé e ha forma di colloquio con i fotografi partecipanti, in cui tutti avranno possibilitá di presentarsi. Questo crea giá un’atmosfera di amicizia che sará propedeutica all’esperienza positiva per tutti durante l’evento. Sono testimone di quanto importante sia un clima sereno e collaborativo tra i partecipanti, tenendo in considerazione che nei miei workshops, oltre agli obiettivi personali, stiamo lavorando tutti ad un progetto comune, che nel caso dei workshops italiani si traduce nella realizzazione di immagini che saranno successivamente selezionate per il libro elettronico ITALIA DOLCE VITA.

Chi crede che i miei workshops, essendo proposti direttamente in strada siano solo pratici si sbaglia. Durante tutto il workshop io offro consigli e condivido osservazioni tecniche con tutti i partecipanti. Importante sottolineare che lavorare con gruppi non eccessivamente grandi mi permette un’attenzione personalizzata con ogni fotografo. I miei workshops tengono conto del fatto, ovvio, che siano dedicati ad un tipo di fotografia emotiva e istintiva, quindi mai rigidi nella loro struttura e sempre pronti a recepire gli umori e le sensazioni della strada, dei luoghi dove staremo lavorando, e questo cambia di giorno in giorno e da cittá a cittá.

Generalmente peró durante il workshop ci sono fasi in cui io lascio liberi i ragazzi di fotografare per conto loro, e l’occasione é spesso rappresentata dalle piazze dove é anche piú semplice stabilire un punto di ritrovo. Ogni mio workshop prevede delle fasi di revisione del lavoro svolto, pertanto io analizzo, offrendo di fatto una prima lettura, le immagini attraverso l’LCD della fotocamera. Nel caso di fotografi che utilizzano solo analogico, chiaramente questa parte verrá delegata tutta alla successiva lettura di portfolio, inclusa nel pacchetto.

E DOPO CHE L’EVENTO E’ CONCLUSO?

L’ unicità della mia proposta didattica è che non considero la fine vera del workshop il giorno dell’evento, anche se consegno a tutti i partecipanti quel giorno il diploma e un piccolo omaggio. Infatti invito tutti i miei fotografi  ad inviarmi una selezioni di 15/20 immagini della giornata. La lettura di portfolio coincide con l’inizio del programma mentoring e chi é stato mio allievo lo sa bene. Io non sparisco perché c’é un lavoro e un impegno da portare avanti. Attraverso l’ingresso nel programma mentoring, automatico per tutti coloro che si iscrivono ai miei workshops, io offro una consulenza garantita per sempre in cui attraverso un vero e proprio servizio di assessoria seguo ogni fotografo nel suo percorso di formazione e crescita professionale. Capita di mettere a disposizione la mia esperienza per lo sviluppo di progetti personali, per la selezione di foto da presentare ad un concorso, una mostra, un’agenzia fotografica, ecc. Non disperdere il lavoro fatto é una mia preoccupazione anche perché sono editore di due riviste elettroniche, e come é giá capitato in passato, puó capitare che decida di proporre una pubblicazione a chi ha partecipato alle mie esperienze fotografiche.

IL CALENDARIO 2018 DI ITALIA DOLCE VITA

PALERMO: SABATO 12 MAGGIO
Non vi nascondo l’emozione per offrire il mio primo workshop nel Sud Italia in una cittá bellissima come Palermo, una delle piú belle cittá al mondo per realizzare fotografia documentaristica. Palermo con i suoi scorci caratteristici, in un incontro tra Oriente e Occidente, ci permetterá di realizzare foto eccezionali per il nostro libro.

MILANO: SABATO 26 MAGGIO

Torno a Milano dopo il primo workshop di successo realizzato nel 2016. Con ancora nella mente e nel cuore quel magico e torrido sabato, non vedo l’ora di tornare in quella bellissima cittá, una cittá che in me evoca i magici scatti di Mario Cattaneo, di Mario De Biasi e di Uliano Lucas. Una cittá ideale per chi fa fotografia di reportage.

ROMA: WORKSHOPS PRIVATI SU RICHIESTA TRA MAGGIO E GIUGNO 2018
Ma cosa potrei dire ancora della mia cittá? Roma é fantastica per tutti gli street photographers che qui non hanno scuse, devono tirare fuori per forza qualcosa di buono, perché Roma é unica al mondo. Nonostante qui le date non siano fisse, ma legate a chi deciderá di prendere un workshop privato con me (aperto a una o due persone massimo) ci divertiremo lavorando assieme.

CONSIDERAZIONI FINALI

Se avete giá visto la pagina ufficiale degli ITALIA DOLCE VITA WORKSHOPS avrete giá notato che il pacchetto include anche l’abbonamento annuale alla rivista THE STREET PHOTOGRAPHER NOTEBOOK del valore totale di Euro 60. Questo lo considero parte del costo totale del workshop, quest’anno proposto a 250 Euro complessive. Un prezzo che é nella media di altri proponenti e che a me permette soprattutto pagare le spese di viaggio. Pagare prima della data limite di scadenza, fissata al 31 Marzo 2018, é la richiesta per essere certi di partecipare.

Tutte le info qui: http://www.alexcoghe.com/italia-dolcevita-workshops/

Alex Coghe

Investire in Esperienze

Una cosa che ha fatto un mini-giro della rete é stata questa conversazione, di recente, tra David Alan Harvey (Magnum Photos) e un giovane fotografo che voleva partecipare ad un suo Workshop.

Il consiglio é di leggervi l’intera conversazione, in Inglese, sul post originale… ma questo in sostanza era il succo del discorso.

Quello che ho sempre pensato e sostenuto é che sia meglio investire in esperienze, perché le macchine vengono rotte, perse, rubate, ecc…ma le esperienze restano con voi tutta la vita, formandovi una visione, e non solo quella.

Lascio a voi il giudizio.


c_e_g Mi piacerebbe ma non posso permettermelo sto mettendo da parte i soldi per una nuova macchina fotografica. Tuttavia sono sicura che il workshop è fantastico. Magari per un altro appuntamento a NYC

davidalanharvey @c_e_g Di cuore non spendere così tanti soldi per una nuova macchina fotografica. Le fotocamere non fanno fotografie. Il miglior investimento è di assegnarti un buon progetto. Usa poca attrezzatura. Lo smartphone è sufficiente.?

vincentbgirardi Penso che sia fuorviante dire che si può ottenere un lavoro eccellente con un iPhone, ma forse i miei standard qualitativi sono troppo alti

davidalanharvey @vincentbgirard Dipende da cosa intendi per standard di “qualità”. Dal punto di vista tecnico, una M10 è meglio di un iPhone. Tuttavia, con un iPhone puoi probabilmente catturare dei momenti più spontanei
davidalanharvey @vincentbgirard Per il mio tipo di lavoro che è per lo più creare una relazione con le persone so che potrei realizzare tutto un servizio per una rivista con un iPhone e tu non noteresti la differenza. Dai un’occhiata al mio libro su Rio. “Based on a true story” e dimmi quali fotografie sono state fatte con un iPhone e quali con una Leica. Ho usato entrambe. E’ un libro di grande formato e avresti difficoltà a distinguerle. Da questo punto di vista quindi non volevo certo fuorviare

vincentbgirard @davidalanharvey se parliamo di fotografia documentaria sono “ok” ma possiamo ottenere una stampa fine art con uno smartphone, questo è discutibile. Tuttavia, mi fa piacere che ne stiamo parlando

davidalanharvey @vincentbgirard Se parliamo di grandi stampe fine art un file di grosse dimensioni o la pellicola è ovviamente preferibile. Per questo motivo uso la GFX, scatto con pellicola medio formato e stampo in camera oscura per alcuni collezionisti. Tuttavia non era di questo che stavamo parlando. Il tuo lavoro per quello che vedo su IG è per lo più street photography e potrebbe essere fatto con lo smartphone. Posso dire che alle aste di stampe fine art ho visto di tutto dalla ferrotipia alle Holga alle Polaroid. Ma questa è inziata come una chiacchierata anzitutto sul VEDERE le immagini. Hai visto il libro Libyan Sugar di Mike Brown? Realizzato interamente con un iPhone 4!! Nel tuo caso di sicuro hai bisogno di focalizzarti su quello che stai cercando di esprimere. Dalle foto su IG non lo capisco. Non c’è originalità stile o un focus. Definisci questo prima e poi scegli la fotocamera che risponde meglio ai tuoi bisogni. Alla fine parliamo di FOTOGRAFIE. Una brutta fotografia ad alta risoluzione è sempre una brutta fotografia.

vincentbgirard @davidalanharvey grazie per aver dato un’occhiata alle mie foto su IG hai altri consigli da darmi? Non riesco a decidermi se dedicarmi solo al bianco e nero o al colore

davidalanharvey @vincentbgirard mi sembra che tu preferisca il BN. Dico sempre ai fotografi di fare ciò che sembra loro più congeniale. Non ha alcun senso provare ad essere qualcun’altro
vincentbgirard @davidalanharvey Grazie mille per i consigli David, mi tengo la mia m4 con pellicola HP5 e alcune medio formato 6x& con le quali mi sento a mio agio, ero un po’ in confusione. Ti aspetto per un workshop a Washington sarò entusiasta di partecipare. P.S ho guardato Libyan Sugar di Brown ed è meraviglioso

 

Il vostro pubblico

Oggi la fotografia é ovunque, disponibile per tutti.

Tutti hanno un telefono in tasca che può far foto immediatamente condivisibili, tutti possono scattare fotografie. Se é vero che questo non vuol dire essere fotografi la percezione stessa di cosa significhi oggi fare questo mestiere é sicuramente piuttosto distorta perfino a noi che questo mestiere lo facciamo per davvero, con gioia anche in mezzo a tutte le difficoltà.

Oggi ci basta una reflex con un ottica zoom universale ed un flash universale per proporci sul mercato, cosa poi mettiamo nelle fotografie é un altro discorso ma la questione rimane vera.

photographers
Ma non é di questo che voglio parlare, spero e credo che pochi tra coloro che leggono queste righe vogliano fare i professionisti, però allo stesso modo credo e spero che la maggior parte di voi vogliano godere del proprio poter fotografare e dei risultati che ottengono.

Per un professionista una foto diviene giocoforza un prodotto, per un amatore consapevole la foto può essere testimonianza di un momento o di una sensazione che riguarda una vita ben vissuta.
Capire questo concetto semplice e profondo può davvero giocare un ruolo fondamentale.

Cos’é per voi la fotografia, quindi.

Le migliori foto sono quelle personali.
Capire perché prendiamo delle fotografie, per chi le scattiamo e che cosa mostriamo di noi diventa fondamentale, eppure spesso lo dimentichiamo.

Oggi, che macchina fotografica usiamo, i Followers e la gabbia dei “generi” sono tra le prime domande che ci vengono poste, o tra le prime cose che vengono notate.

Su questo si basano molte campagne dei brand.

Invece il “Perché” è ciò che può arricchire di significato, motivazione  e consapevolezza il vostro lavoro. Teoricamente, potreste tranquillamente fare altro. Scrivere, disegnare…
Cosa vi spinge a premere il pulsante di scatto, qual’é la vostra connessione col mondo? Cosa rende la vostra visione unica PER VOI? Cosa é personale e cosa no?

Giusto e Sbagliato non esistono. Esiste solo il Personale o Non.

Chiediamoci, invece di: “É una buona foto?”  “Ha un significato per me?”

In un epoca dove vige il bombardamento mediatico (mille workshop, notifiche, decine di lavori costantemente disponibili, mostre, fanzine, riviste…) in mezzo a tutto romare vi siete mai chiesti perché fate foto?

La qualità e la direzione dei lavori che farete dipendono in maniera sistematica dalle domande che vi porrete.

Fareste comunque fotografie se non potesse più vederle nessun altro? se vi rimanesse solo una settimana libera per fotografare, su cosa puntereste i vostri obiettivi?

Io, personalmente, mi pento di non aver fotografato un sacco di situazioni che ho vissuto, spesso dandole per scontate ed eterne, ma ormai sappiamo che le cose non stanno così. Appena ne avevo l’occasione, in quegli anni, pensavo ai grandi temi ed a come volevo crescere come fotografo, dimenticandomi di come invece, per me stesso avrebbe avuto decisamente più senso fissare ciò che mi riguardava da vicino, come i lavori che svolgevo, i miei colleghi, le persone che avevo accanto…

Questo tipo di fotografia vi darà una forza espressiva inimmaginabile, svilupperà il vostro modo di vedere il mondo che vi circonda in maniera profonda e intima, e non pochi fotografi hanno scelto questa strada e questa “scuola”. David Alan Harvey (Magnum) ad esempio con il suo lavoro “Off for a Family drive

Off for a Family drive

Avremo modo di parlare di tutto questo nei prossimi post…una buona giornata a tutti! Gabriele

 

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Personale / Wedding Photographer / Oscura