L’ispirazione

L’ispirazione in fotografia é importante per ognuno di noi.
Non credo esista nulla che mi butti più giù dell’essere in giro e non vedere nulla che mi attrae, di non trovare cosa fotografare, di non avere idee.
Questo può portare verso lo scattare foto a caso, che nel migliore dei casi serviranno solo a confondermi più le idee.

ispirazione in fotografia
Trieste, 2016

Non sono diverso da ognuno di voi, e con il tempo ho solo fatto pace con tutto questo, quando ci sono periodi così lascio serenamente perdere, casomai cerco di fare qualcosa di interessante anche non strettamente legato alla fotografia…le fotografie arrivano dopo, di conseguenza…quando si vive qualcosa di interessante.
No, non ci sono ricette magiche per ispirarvi; ci sono però di certo dei modi per bruciarla, l’ispirazione…questo accade, di solito, in concomitanza con il momento in cui desiderate ardentemente una nuova macchina fotografica che è più veloce, pesa meno, ha più risoluzione, alti Iso, doppio slot, rasoio incorporato, fa il caffè […] con la speranza o peggio ancora con la convinzione che questo allargherà i vostri orizzonti. Nei rari casi in cui succede, dura poco…ci siamo passati tutti.

camera porn
Camera Porn

 

Nell’ultimo anno ho utilizzato molto del mio tempo per rimettere insieme diversi pezzi, non solo a livello fotografico…ho passato moltissimo tempo tra archivio digitale, provini a contatto e camera oscura, sono passati al setaccio circa 20 anni di fotografie, testi. Questo mi ha dato modo di analizzare i diversi periodi in cui ho fotografato e di ripensare a cosa e come ho vissuto…ed é proprio così che é nato il mio progetto/libro “Time Keeper”

L’ispirazione dovrebbe venire dalla vita. Un buon libro può far pensare a nuovi scenari, la musica può suggerire un atmosfera, ad esempio. A me piace pensare ai racconti di Raymond Carver in cui tutto un racconto si snoda in un racconto, che poi non ha un finale, o meglio, lascia alla testa del lettore completarlo, con finali che variano in base a chi legge. Ho poi scoperto che molti dei suoi racconti sono totalmente autobiografici e che alla fine c’é sempre qualcosa che si ritrova e che rimane costante, come ad esempio quando le coppie si abbracciano e ballano stretti, ad occhi chiusi.
Dubito che uno scrittore possa scrivere (per me) capolavori simili senza aver vissuto un certo tipo di esperienze, senza sapere di cosa si parla insomma.

Quindi cosa ci insegna questo? Mah, forse a cercare di vivere una vita intensa e documentare quella in profondità, invece di cercare di cogliere realtà che non ci appartengono davvero.

Gabriele Lopez Photography
Portovenere 2010

 

La realtà é ricca di situazioni da cui possiamo prendere ispirazione. La natura, l’arte in tutte le sue forme (cinema, pittura, poesia..) e sono forme decisamente distanti dal “modo” dilagante oggi: Social Networks che nel 90% dei casi sono composti da persone che scrollano foto dopo foto per mezzo secondo ognuna con uno smartphone e fanno doppio clic su una foto, per poi dimenticarla…oppure gruppi in cui ci sono vari “guru” che categorizzano cosa passa e cosa no.
Prendiamo ad esempio la “Street Photography”… ci sono dozzine di gruppi che vi dicono come fare street e che guidano nel bene e nel male tendenze che non fanno che omologare il genere secondo questo o quello schema. La cosa va benissimo, se vi appartiene, ma poi mi sento spesso raccontare che la cosa cade a noia e che appunto, manca l’Ispirazione.

Provate a fare un esperimento: tiratevene fuori. Fuori da gruppi che siano produttori di macchine, gallery online, collettivi…pulite la mente per un periodo di qualche mese e vedrete come la mente quando non più bombardata da questi ritmi, riprende ad andare in una direzione personale. Non sta a nessuno stabilire se chiedere una foto per strada, o usare il teleobiettivo, rientri o meno nella “street”.
La Street Photography non deve avere regole predefinite. É fantastica perché ognuno di noi indipendentemente da dove vive può praticarla, non serve noleggiare uno studio per farla…e invece di farla assomigliare e farla rientrare in certi canoni, bisogna tornare a tentare di darle il senso del luogo, e di ciò che noi pensiamo e sentiamo.

Trent Parke. "Camera is God", 2014
Trent Parke. “Camera is God”, 2014. Per completare questa serie T.Parke ha utilizzato treppiede e teleobiettivo, restando circa un anno in un angolo di strada (King Street, Adelaide).

Chiediamoci piuttosto perché molti grandi autori, non solo in fotografia, non mettano costantemente in rete ciò che fanno. Il punto é che serve del tempo a creare un lavoro di spessore; spesso é un lavoro solitario e la stessa ispirazione richiede tempo.

Le mie prime foto erano decisamente influenzate da questi meccanismi…e vagavo senza una guida in testa, da un genere all’altro, senza una sorta di continuità di progetto, da una cosa all’altra, spesso con stili estremamente differenti.

Street, 2001
Street, 2001
Praga, 2002
Praga, 2002
Praga, 2002
Praga, 2002

La vera svolta, a mio avviso, é stata quella di raccontare ciò che sentivo a riguardo di un posto, o di una situazione…come mi sembrava quella città? caotica, poetica, frenetica, romantica, solitaria… Non é forse meglio dedicarsi a fotografare le situazioni che si hanno intorno invece di cercare di fotografare sconosciuti che passano in una lama di luce?

A Berlino ad esempio sono sempre schiacciato dalla pesante eredità storica che questa città mostra ad ogni angolo, mi é quindi impossibile fotografarla come una qualunque città… nei viaggi fatti questo é ciò che essa, mischiata alle mie sensazioni,ha creato…sono certo e felice che altri possano avere una visione al 100% diversa, questa é una ricchezza secondo me.

Berlino Gallery

Berlino, 2014
Berlino, 2014
Trondheim, 2015
Trondheim, 2015

A volte invece mi raccontano che “sai, con i figli piccoli, c’é poco tempo”…e io vorrei tanto poter avere la consapevolezza di oggi per documentare la crescita della mia…il ginocchio sbucciato, le piccole difficoltà, i successi…

Sally Mann - Immediate Family
Sally Mann – Immediate Family

 

Alessia, 2014
Alessia, 2014

Il consiglio é quello di non cadere negli schemi, e lasciare che le foto vengano dalle situazioni in cui vi ritrovate, senza alcuna pretesa di farsele pubblicare online, di far loro vincere alcun concorso, ma di liberarle e farle tornare ad essere il vostro diario di vita, che sarà per forza diverso e personale, perché ognuno di noi é assolutamente unico.
La vita di chiunque é ricca di spunti…perfino i viaggi verso e dal lavoro possono raccontare la vostra storia…Le persone che vi circondano, il vostro quartiere, il vostro supermercato…non ci sono limiti, se siete voi a dettare le regole.

 

Alla fine non sarà annunciare che le vostre sono state pubblicate in uno dei seimila concorsi online che vorrete ricordare, a termine del viaggio.

Godetevi la vita.

Siate liberi.

Milano, sotto casa. 2015
Milano, sotto casa. 2015

Gabriele Lopez – Blog

 

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