Toy cameras

E’ da un pò di tempo che cerco il totale distacco dal mezzo fotografico che utilizzo per realizzare fotografie.

Dopo tanti anni in mezzo ad attrezzature di vario tipo trovo un piacere totale nell’usare quanto più lontano da tutto ciò, almeno quando non sto lavorando e sto fotografando per me stesso…tanto più lontano riesco a stare da discorsi di nitidezza, sensori, prestazioni..meglio mi sento. Diciamo che mi sento più libero, ritorna ad essere la fotografia degli inizi, un diario libero da condizionamenti.

Di recente durante lo sgombero di un appartamento mi è capitata per le mani una digitale degli inizi, che ai tempi era stata affiancata ad un corredo analogico di un agenzia che realizzava fotografie per un agenzia di pubblicità. Probabilmente serviva a realizzare veloci polaroid, o preview di qualche tipo.

Questi periodi me li ricordo…le varie Agfa e Kodak che erano usciti all’inizio erano delle compatte proprio come questa, con risoluzione bassissima e un prezzo paio a un paio di milioni di vecchie lire, oggi cose simili te le tirano dietro nei supermercati.

toy cameras

 

Monta una scheda di memoria che non si trova più in commercio, ma per fortuna ha una memoria interna che permette di fare qualche scatto e di scaricarlo via presa USB standard…il che mi ha permesso di giocarci un pò.

I controlli sono pressochè nulli, un paio di preset, White Balance, metti e togli il flash, dimensioni immagine…fa quasi tenerezza vederla in funzione oggi…il Diplay lcd dietro è pressochè inutilizzabile, si vede a fatica non so se per via del tempo trascorso o se è sempre stato così :)…ma visto che ha un normale mirino Galeiliano, peraltro ottimo, si può usare tranquillamente ignorando il monitor.

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Uno dei due preset è “Monochrome” il che l’ha resa interessante…è un bianconero tutt’altro che brutto, vista la latitudine di posa inesistente diventa ad alto contrasto quasi subito…l’obiettivo appena non sei “in bolla” deforma in maniera vistosa, una cosa piuttosto strana oggi…ma la totale mancanza di correzioni software è una cosa che mi affascina. Gli scatti sono pubblicati così come scattati.

Il colore, se così lo vogliamo chiamare, ha dominanti imprevedibili e reazioni al contrasto completamente sballate, ma anche qui diventa interessante giocare..

Non che abbia un giudizio da dare a riguardo, a parte il ricordare a me stesso che a volte qualcosa di interessante si può tirare fuori anche da giocattoli come questo..

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sharan pinhole camera toy cameras
sharan pinhole camera

Quella che invece mi sono scelto come fotocamera onnipresente con me è questa, che potete ancora comprare nuova qui.

E’ stato un graditissimo regalo di un amico che mi è venuto a trovare dopo un suo viaggio in transiberiana…avevo adorato molte delle foto che lui stesso realizzava nel suo quotidiano. Si avvicina molto a quello a che adoro, il disegno a carboncino. Spesso ho detto, e ne sono profondamente convinto, che se avessi avuto la capacità di fare veloci schizzi a carboncino non avrei neppure cominciato a fotografare, in quanto mi sarebbe bastato per esprimere le mie idee.

Beh, non è proprio la stessa cosa, ma usare questa macchina mi toglie davvero molte paranoie inutili dalla testa.

Non ha nulla, è fatta di cartone e vi arriva stesa in un plico di plastica…dovete seguire poche semplici istruzioni per montarvela, cosa da mezz’ora, super-semplice.

sharan camera
sharan camera, Montaggio

 

Non ha mirino, non ha contapose (dovete avanzare di due giri fino al 7°fotogramma, poi un giro solo e vi garantisco che a volte vi sbaglierete) ed essendo una fotoccamera a foro stenopeico non ha obiettivo nè otturatore. Potete contare su un apertura di F150, con buona pace del king of Bokeh, e di una piastrina di cartone che dovete sollevare e chiudere a mano per esporre.

In pieno sole, avete bisogno di circa un secondo per esporre, e così via. E’ fatta di cartone, e per poterla usare col maltempo l’ho ricoperta di nastro isolante pressochè ovunque. Ha il filetto per il treppiede nella basetta in plastica e ci ho montato in pianta stabile un treppiede pocket della manfrotto, per poterla direzionare un minimo nei notturni (può significare anche un quarto d’ora di posa..).

L’angolo di campo è di un 20mm, lo spessore della fotocamera stessa. Se fosse spessa 15 mm sarebbe un obiettivo da 15, ma 20 è il limite dovuto al rullino 35mm stesso 😉

Come ho già scritto, è diventata la mia fotocamera preferita tra tutte quelle che possiedo, si avvicina più di ogni altra a quello che cerco…estrema semplicità del mezzo, allontanamento totale da ogni tipo di tecnologia e ricerca di perfezione. Inutile dire che lo scatto può venire o meno, eppure nell’ultima sessione di camera oscura, molti degli scatti scelti venivano da questa.

Valore? una ventina di euro, spedita.

pinhole, gabriele lopez toy cameras
viaggio in treno, 2 secondi di esposizione
pinhole, gabriele lopez toy cameras
studenti ad un workshop…10 minuti di esposizione.

 

pinhole, gabriele lopez toy cameras
Sara. 1 Secondo.

 

pinhole street photography
pinhole street photography, 1 secondo circa

 

 

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Less is more, si dice negli States…per me si può tradurre in “meno ne hai, meglio stai”…di recente ho venduto tutto il mio corredo Leica (aspetto un corpo che torni da una riparazione) con cui finanzierò un viaggio in Giappone..finalmente libero da certe schiavitù che hanno toccato ogni fotografo, finalmente liberi dal desiderio di cose che spesso non servono davvero a niente…lavoro a parte…eppure anche lì, mi sto davvero ridimensionando sullo stile di ciò che faccio per me stesso, ed i risultati si vedono.

Qui un link al mio sito web personale

Gabriele Lopez

 

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