Come fotografare felici…

Quella che segue è una piccola guida nata in tono scherzoso, ad essere sinceri…ma mentre la scrivo e la rileggo, mi accorgo di quanto creda a tutte le parole che leggerete…

Questo è un blog di fotografia, prevalentemente…ma non saranno le fotografie questa volta a farla da padrone, lasciamo invece spazio alle parole…e alle riflessioni.

gabriele lopez

Un immagine che ho deciso di mettere in questo post per me è un simbolo… è stata scattata in un momento in cui ero completamente senza macchine fotografiche, a parte questa compatta a pellicola, che talvolta utilizzo ancora….

Ricordo che tutto è incominciato in maniera molto semplice…una reflex a pellicola, un paio di obiettivi, e tante fotografie…non sapevo nemmeno cosa ci fosse nei negozi…quando cercavo un 28mm per la mia Praktica, un negoziante mi propose un 28 a “focale fissa”..io credevo fosse un obiettivo con il quale non fosse necessario mettere a fuoco, e lo comprai dalla vetrinetta dell’usato.

Quello era decisamente il periodo migliore. Facevo fotografie, che sono migliorate con un pò di tecnica ma soprattutto con la cultura dei libri di fotografia, di mille mostre e dallo scambio con mille altri fotografi. Allora la rete era agli esordi, io avevo un modem a 28k e una connessione a tempo, scaricare 10mega voleva dire metterci ore…fantascienza….le risorse erano mostre, libri e incontri.

 

L’accessorio più importante è il mirino.

Quando ho scattato la foto che vedete sopra, pochi metri dietro di me c’erano alcuni amici che discutevano sulle migliori ottiche possedute o desiderate e su come una macchina fosse questo e quello e cosa si potesse rivendere o comprare. Discorsi fatti anche da me innumerevoli volte. E siccome per alcune vicende io avevo venduto tutto il mio corredo e tenuto solo quella compatta scattai questa foto in un momento in cui non pensavo avrei più avuto voglia di fotografare nuovamente. La magia di ritagliare il mondo attraverso il mirino non era e non sarebbe mai svanita. In seguito, per un anno abbondante ripresi a fotografare sempre e solo con quella, facendo molte delle foto a detta di molti tra le migliori di sempre, e credo sia vero.

 

Affidatevi ai limiti.

Anche se questo aspetto è sempre esistito, mai come con l’avvento della fotografia digitale la corsa all’acquisto del prossimo accessorio è diventata frenetica. Fino a pochi anni fa se compravi una buona macchina era destinata, se non la buttavi sotto un treno, a durare decenni, o per sempre. Oggi con vari stratagemmi delle case produttrici questo non è più vero. Conosco un ragazzo che ha mandato in assistenza una Leica M8 per una macchia nel sensore, ma siccome è fuori garanzia gli han proposto per 2000 euro in più di acquistare il modello successivo: evidentemente la considerano un offerta incredibile. La mia Ricoh GRD, storica ottima compatta digitale, non funziona piu con le SD moderne, quindi o trovi nei mercatini le vecchie SD da 2gb o la butti…costava 500 euro un paio d’anni fa. Nuovi obiettivi, la corsa alla nitidezza, il full frame, i nuovi sensori, i nuovi computer…qualunque cosa vuole spingervi ad una cosa ben definita: comprare, buttare e ricomprare. Sono veramente rare le esigenze in cui quella tecnologia serva davvero, soprattutto per un fotoamatore….ma anche per i professionisti, vista la situazione attuale, ha poco senso davvero.

Avere una macchina con iso fino 300000 iso con zoom supernitidi, af iperveloci e 60 fotogrammi al secondo serve solo a riempire i sottotitoli dei depliant e non certo a raccontare meglio la nostra vita. La realtà è che sono invece i limiti a renderci padroni, a stimolare la nostra fantasia, il nostro spirito di adattamento e la nostra capacità di metterci in gioco. Quando carico un rullo bianconero nella mia macchina il mio cervello va in modalità BIANCONERO per tutto il tempo delle 36 pose, fino a che non lo tiro fuori dalla macchina. Non ho mille possibilità tra colore e bianconero, migliaia di pose disponibili, e la gamma da 50 a 6400 iso a disposizione.

Questi sono si dei limiti ma insegnano a selezionare prima ciò che facciamo, a conoscere già a colpo d’occhio l’esposizione di cui avremo bisogno in una determinata situazione e a conoscere meglio il nostro mezzo. Se anche in digitale impostiamo iso fissi e con un ottica a luminosità fissa impariamo a fotografare nello stesso modo, magari a display spento, ne gioveremo moltissimo per quanto apprenderemo…3 soli controlli: tempo, diaframma e messa a fuoco. Provare per credere.

Vi sarà capitato o vi capiterà di trovare in qualunque campo: artistico, musicale o anche nel vostro giro di amici e conoscenze qualcuno che con poco, crea cose incredibili…questo avviene perchè se messi alle strette siamo costretti a scavare nella nostra fantasia e tirarne fuori idee….non potremo affidarci a mille aiuti tecnologici che ci illudono di pensare per noi, aiutandoci a creare NOIOSE FOTO NITIDISSIME.

In America e in Giappone la fotografia a pellicola sta facendo un ritorno clamoroso, molti credono sia una moda e forse lo è, o forse no, non importa..qui le cose vanno diversamente, del resto siamo un paese in cui certe cose hanno un appeal particolare 🙂 e si preferisce impazzire a aggiornare computer e davanti alla gestione dei files piuttosto che a sviluppare un negativo, ma cosi hanno deciso, l’importante è non dimenticare che il divertimento sta alla base, e non nell’inseguimento di tecniche e attrezzature irraggiungibili. Se anche credo fermamente che ciò che si usi conti poco, sono altresì convinto che fotografare con un mezzo così semplice e primitivo possa ancora insegnare e dare molto.

Per chi fosse interessato a questo mondo, abbiamo creato questo workshop di fotografia Analogica..

Durante l’ultimo dei nostri corsi base di fotografia mentre rientravamo in gruppo via tram, ho visto che la luce rossa del vagone illuminava il volto di un allieva del corso. Con la compatta del suo fidanzato ho iniziato a giocare tra le tonalità calde e quelle fredde dell’imbrunire che entravano dal finestrino, aiutandomi nel creare una luce di taglio con una torcia a led tascabile che ho sempre con me…è solo un gioco, ma rende l’idea che cerco di darvi, ed è stata realizzata con nulla, parlando di materiale.

fotografia ritratto

 

Investite sulla fotografia, non sull’attrezzatura.

Se frequentate uno dei tanti eventi organizzati dalle case fotografiche, o se bazzicate i soliti negozi o forum di fotografia, vi ritroverete a curiosare nei negozi o su amazon o ebay alla ricerca della migliore offerta per quell’indispensabile accessorio di cui vi sembrerà di non poter fare a meno. Può essere utile aggiungere qualcosina di tanto in tanto, ma spesso è superfluo.

Chi fa pubblicità sa bene come farvi desiderare qualcosa.

Potete spendere i prossimi 500 euro per un nuovo obiettivo o per un Workshop che vi insegni ad usare meglio ciò che avete, oppure in libri e mostre che amplieranno la vostra visione e la vostra mente.

Per 1000 euro potrete acquistare il nuovo corpo macchina prodigio o prenotare un viaggio su Booking verso un luogo in cui non siete ancora stati e darvi l’occasione di raccontare qualcosa di nuovo.

Non saranno le macchine fotografiche che non avrete comprato a mancarvi, alla fine, ma casomai le foto perse.

 

Scrivete la vostra storia.

In un epoca dove gli smartphone sono il mezzo favorito dalle famiglie per contenere i propri ricordi e in cui i minilab sono ormai spariti, quello che sta succedendo è che le fotografie finiscano su questo o quel social network in un istante e poi vengano dimenticate…al massimo cacciate in qualche sottocartella dimenticata in un computer che magari un giorno si rompe (proprio quando ci eravamo decisi a fare il backup degli ultimi 5 anni, che peccato!!). Va bene condividere i propri ricordi o i propri lavori in questo modo ma cercate di raccogliere le vostre fotografie, meglio ancora cercate di stamparle. L’emozione di un ricordo “fisico” è ineguagliabile, e creare delle raccolte di qualunque tipo oltre a fare molto piacere, vi chiarisce in che direzione va la vostra tecnica, la vostra passione e la vostra visione del mondo come fotografi.

Se poi unirete a questo qualcosa di scritto, la magia è assicurata, ed è questo, se ci fate caso, quello che differenzia i siti più di successo da quelli mediocri: la capacità di raccontare storie.

 

Mantenete la passione.

Da un pò di tempo ad oggi si assiste alla nascita di una miriade di riviste online e non, oltre a siti vari che promettono pubblicazioni e fama tramite concorsi a pagamento e non. Domani o dopodomani saranno scomparsi e dimenticati tutti.

A meno che l’urgenza di essere dei fotografi e di vivere di questo non vi tenga svegli la notte e vi divori da dento, non fatelo. Si guadagna come degli impiegati, la sicurezza è nulla e l’impegno in termini di tempo è totale, al punto da lasciare spesso poco tempo alla fotografia personale, richiede spese professionali e rinunce enormi.

In cambio, se non avete avuto altra scelta che seguire questo impulso, è uno dei lavori più belli del mondo.

E quando non saprete cosa fotografare, fate solo ciò che avete voglia, guardate le vostre foto che più vi emozionano e insistete su quello, non c’è alcun modo di far bene se non facendo quello che amate in modo sincero e spontaneo. La costrizione  porta risultati mediocri.

In sostanza, preoccupatevi solo di fare buone foto, è questo che conta alla fine.

 

Conclusioni

Questi pochi punti sono nati e scritti per gioco, ma credo fermamente a ognuno di essi…prendeteli per quello che sono: un gioco.

Ma stampateli e quando avete un dubbio, rileggeteveli, fra anni magari..vi sembrerà tutto più chiaro.

Scegliete una macchina con un buon mirino semplice e privo di troppe informazioni. Ampio e luminoso, è attraverso quello che ritaglierete il mondo.

E sbagliate tutto quello che potete, ci saranno belle sorprese.

 

 

 

8 Comments

  1. Complimenti, ottimo articolo, condivido tutto quello che dici.
    La mia prima. macchina è stata una Zenit e penso di aver fatto le più belle foto della mia vita.
    Ora ho una Fuji xpro 1 e la uso esclusivamente in. manuale. spesso sono tentato di ritornare alla vecchia pellicola.
    ciao

  2. Caro Gab quello che importa sono le foto il resto sono chiacchiere…
    Ma questo noi lo sappiamo…
    E’ sul felici sai che faccio fatica… Penso che se la nostra vita non fosse così faticosa e non ci ricordasse ogni giorno che potrebbe essere l’ultimo ecco non avremmo quell’urgenza che ci divora dentro… Quel sorriso che rimane dopo ogni scatto… Quella caparbietà che ci porta a non mollare mai ad insistere fino che ne abbiamo… La macchina migliore? Quella che abbiamo in mano quando ci serve. Per citare un fotografo americano di cui ormai ho perso memoria…

  3. Ciao Vittore. Semplici considerazioni le tue. Ma verissime! Spesso non andiamo all’essenza delle cose. Sembra che ci manchi quel 17mm f1.7…
    Si fotografa con la testa e non con la macchina. Ho interi cassetti di vecchie pellicole (25 anni). Riguardandole, mi sembrano le migliori foto che abbia mai fatto…Ciao e grazie.

  4. Grazie per queste bellissime riflessioni, tutte da condividere. Felice di mantenere le mie lentissime abitudini analogiche, quando me le concedo entro in una dimensione solo mia. E continuo a dire che ogni volta è un incontro ed una scoperta.

  5. Io non sono un fotografo, ma un creativo del legno. Quelle righe che hai scritto, per gioco, riassumono uno stato di filosofia esistenziale che non posso che condividere in pieno e sottolineare, per gioco, che e’ una giusta cultura da ripristinare, almeno verso i piu’ giovani.

  6. parole bellissime!! non esiste niente di più vero.. la mia prima macchina fotografica è stata una pentax k100 avevo 7 anni e adesso quando rivedo quelle foto…con molti errori, magari mosse, sovraesposte e molto altro,, mi ritornano alla mente moltissimi ricordi…perchè alla fine credo che il senso della fotografia sia impressionare le emozioni che proviamo quando la scattiamo!!!ma oramai il mondo moderno è entrato nella spirale che chi più a ha più sa fare…!!! un saluto!!!

  7. Quanta saggezza trovo nelle tue parole. Grazie . . . .hai colto l’essenza dei miei pensieri senza nemmeno conoscermi.

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