Sviluppare una visione

Durante i nostri corsi di fotografia, o nelle innumerevoli chiacchierate che ci capita di fare con altri fotografi e fotoamatori emerge spesso la difficoltà di fare un discorso approfondito con la propria fotografia, ovvero il fotografare un po’ tutto e non sapere bene cosa dire, o come dirlo…

Senza alcuna pretesa, e senza soluzione di continuità voglio dare una mia piccola offerta verso tutto questo…

 

-Una foto deve raccontare..può essere un reportage intero, o un immagine singola…ci dev’essere qualcosa dietro un immagine perché possa davvero funzionare, ci dev’essere un azione, o un evento, o lo svolgersi di qualcosa. Questo vale anche e soprattutto quando credete non ci sia nulla da fotografare.

sviluppare una visione come fotografo

 

 

– Una fotografia deve avere un’atmosfera per dare una sensazione..questo può essere utile anche quando fate le selezioni di cosa tenere e cosa scartare o archiviare come provino.

atmosfera fotografie

 

 

 

 

– Una storia può essere raccontata anche senza le persone che l’hanno resa possibile…

fotografia e storie

 

 

 

 

 

– Spesso in una foto lasciare del mistero, e non dire tutto, aiuta…

fotografia e mistero

 

 

 

– Fate la fotocamera “Vostra”. Continuare a cambiare modelli, a provare nuove soluzioni, non aggiunge nulla alle vostre fotografie. Solo superando il mezzo riuscirete ad arrivare ad una sorta di padronanza, altrimenti potrete aumentare solo la nitidezza (forse) ma non il contenuto.

kodak-usa-e-getta

 

 

– Allargate la visione, date più informazioni….non sempre, ma questo a volte aiuta…usare focali fisse, grandangolari e normali vi porta ad immergervi meglio ed a prevedere cosa inquadrerete, quindi sapendo già prima dove posizionarvi.

allargare inquadratura

 

 

 

-Spesso una foto è nitida abbastanza da comprenderla, non fatene una questione eccessiva, l’emozione viene da altro…grandi fotografi del passato utilizzavano macchine, obiettivi e materiali sensibili tutt’altro che nitidi, questo vale col film come con il digitale, eppure si guadagnavano da vivere, si esprimevano e raccontavano il mondo con questo…

nitidezza fotografie

 

 

 

– Stampate! non fate marcire dimenticati in hard disk che mai riguarderete i vostri ricordi..questo è davvero il peggior lato del digitale. E non vi aiuta a “costruire”. Raccogliete invece le vostre immagini in album, o fate dei fotolibri con Blurb

stampa fotografie

 

 

– Trovate qualcosa che vi ossessioni, e dedicatevi a sviluppare le sensazioni che ne derivano…solo quello che vivete davvero potrà essere raccontato in maniera forte.

fotografia e ossessione

 

 

 

 

-Aspettate un pò prima di postare le vostre fotografie. I social network non rendono famosi, e anche gli amici dimenticano tutto ciò che vedono poco dopo…meglio attendere di capire se quella foto ci piace davvero o se siamo solo emozionalmente coinvolti da ciò che abbiamo vissuto. Spesso per me è vera la seconda ipotesi.

fotografia e social network

 

 

-Godetevi il disappunto di un lavoro venuto male. Io non so come chi scatta in digitale possa rivedere in tempi così brevi il proprio lavoro…posso capire una regolata all’esposizione, ma rivedere troppe foto non aiuta. E’ importante rimanere anche delusi dalle proprie foto o dai propri provini, e riconoscere se stessi anche nelle carenze che abbiamo avuto mentre scattavamo.

provini fotografia

 

 

– Una fotografia semplice è una fotografia più coraggiosa, in un momento di grandi effetti speciali sotto forma di filtro uguale per tutti.

fotografia semplice

 

 

-Dimenticate le regole, anche queste…e trovate le vostre, a volte è solo questione di seguire l’istinto e tornare ad essere semplici.

 

Per chi è interessato abbiamo scritto e realizzato un Worshop di Composizione e di Linguaggio fotografico, un workshop che avrei voluto fare io, 15 anni fa 🙂

 

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