Creare un reportage fotografico

Ho incominciato a prendere queste immagini per caso…lungo le ore senza fine in cui ero obbligato a trasportarmi da un luogo all’altro della città, soprattutto nei miei orari da pendolare del lavoro, come milioni di altre persone.

 

La metropolitana può essere un incredibile teatro di situazioni ed avvenimenti se si è aperti a tutte le possibilità, ed inoltre offre una panoramica incredibile sulla realtà che viviamo…

Queste foto sono state scattate lungo un arco di 5 anni, fino al 2010 circa…oggi è comune vedere il 90% delle persone intente a sfogliare un social network su un telefono cellulare, piuttosto che a guardarsi attorno, e sebbene sia raro che mi venga ancora in mente in maniera così continua e forte di prendere delle fotografie, anche questo fa parte della panoramica dei giorni nostri.

 

In metropolitana, soprattutto quando sei circondato da un enorme folla, perdi la tua identità specifica, quella che hai costruito accuratamente negli anni, e prima di uscire..che tu sia un manager, o un netturbino, poco conta..il tuo spazio e la tua privacy vengono reinterpretati e devi adattarti a volte anche a respirare in un modo sopportabile. L’olfatto, uno dei nostri sensi più antichi, ritorna prepotentemente in gioco analizzando migliaia di estranei, nello stesso modo in cui sentiamo se un partner è quello giusto…lo status che hai fuori lì conta poco. Siamo uomini e donne come altri e tutti cerchiamo la stessa cosa, tornare alla luce.

 

Ci sono giochi di sguardi, incontri e desiderio di distanza, sotto forma di auricolari o di giornali davanti alla faccia, ci sono storie di persone che posso solo immaginare e che per lo spazio di qualche fermata oppure per decine di minuti convivono e interagiscono tra sfumature di fascino e indifferenza. C’è chi recupera pochi minuti di sonno, chi si perde fuori dal finestrino e fatica ad accettare il proprio destino uguale ogni giorno, sapendolo e sperando di fare in tempo a non perdere la prossima coincidenza.

 

La piccola macchina fotografica mi aiuta ad affrontare tutto questo, mi insegna a guardare, ad essere colpito dove sembra non ci sia più niente, a notare cose che normalmente non avrei mai guardato, a volte fa da interprete per non essere solo uno dei milioni di passeggeri che farebbero a meno di essere lì.

 

Altre volte è il mio scudo e la mia maschera.

 

Questo è il mio treno ed il mio viaggio.

 

Gabriele Lopez, 2013.

Cliccate qui per una galleria completa di questo lavoro.

 

 

Come si organizza un reportage? Come si da una progettualità ed un senso al nostro lavoro? Come troviamo i contatti per distribuire un lavoro? Come dare unità ad un lavoro di ricerca?

E’ importante avere un idea, una sensazione a riguardo del mondo che ci circonda e della parte di esso che decidiamo di raccontare…ed un minimo di strategia circa la nostra progettualità.

Visitate la pagina del nostro WORKSHOP di Reportage per info…

 

 

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