Saper aspettare

Quando si inizia a fotografare si pensa sempre che ci siano dei trucchi infallibili per fare delle buone foto…
I trucchi, le regoline al massimo ti faranno fare delle belle foto molto spesso vuote ed inutili.

Per progredire bisogna saper aspettare, far maturare e depositare le esperienze, non solo le competenze tecniche ma anche quelle espressive.
Oggi viviamo in un mondo del tutto subito…
Il fast food del consumo delle esperienze, finita una cosa avanti con un altra e via così dimenticandosi di tutto non interessandosi a niente…

Costanza e attesa, attesa della luce giusta del meteo giusto, della stagione (della propria vita) giusta…
Si bisogna solo saper aspettare per fare buone foto.
Studiar, leggere imparare a sentire le proprie sensazioni…

Corso Fotografia paesaggio

Corso Fotografia paesaggio

Corso Base di Fotografia

FotografoWedding photographerFotografo Matrimonio

Come e perché

Corsi fotografia milano

Corsi fotografia milano

Non sempre ovviamente, in fotografia è molto più importante il PERCHE’ si fanno le cose del COME si fanno… Se voglio imitare Luigi Ghirri e sono felice così ben venga… Fortunatamente non è il mio caso… Le motivazioni profonde della fotografia ognuno le deve trovare in se… io ricerco delle sensazioni ben precise: Solitudine, Malinconia, senso di qualcosa di inevitabile che è già successo e sembra irreversibile, Silenzio e contemplazione… Non voglio una fotografia retorica e accesa ma qualcosa da fruire con una sua lentezza…
Il COME si capisce bene in un corso base… Il PERCHE’ cambia nel corso della vita ed è una ricerca… Una crescita continua lenta… In alcuni casi un accumulo in altri uno svuotamento.

Man Ray, di Lothar Wolleh, Parigi, 1975

Man Ray, di Lothar Wolleh, Parigi, 1975

Cito infine il grande Man Ray che provocatoriamente a chi insitentemente gli chiedeva delucidazioni tecniche sul COME si facessero i Rayogrammi rispose magistralmente:

Certamente, ci saranno sempre quelli che guarderanno solo alla tecnica, e chiederanno ‘come’, mentre altri di natura più curiosa si domanderanno ‘perché’. Personalmente ho sempre preferito l’ispirazione all’informazione.

Corsi, Workshop fotografici

FotografoWedding photographer

Sovra esporre e de saturare un poco

Corsi Fotografia

La fotografia di paesaggio segue scuole differenti e, spesso diametralmente opposte…
O si satura e si aumentano i contrasti o si cercano  leggerezza e delicatezza eteree…
Per questo tipo di fotografia è molto importante scegliere le giornate giuste… Cieli nuvolosi con luce diffusa… Non basta anche l’ora deve essere giusta intorno alle 12 per aumentare l’effetto di piattume…
La sovra esposizione è sempre difficile perché rischia di bruciare i bianchi…
Si deve fotografare con i file RAW perché la gestione del JPG fatto dalla fotocamera non ha una latitudine di posa che mi permette le regolazioni necessarie.

In macchina io arrivo a sovra esporre  non più di 1 stop.

In post produzione toglierò il più possibile le ombre e de saturerò un po’ tutta l’immagine.
Infine effetterò una regolazione con le curve andando a tagliare le alte luci…
In questo modo si arriva ad ottnere delle immagini che ricordano vagamente quelle di LUIGI GHIRRI.

A preve un piccolo post sulla differenza fra COME e PERCHE’, fermo restando che il secondo è ciò che conta nella vita e non solo in fotografia.

Corsi Fotografia

Fotografo paesaggioWedding Photographer

Perché fotografare: come provare a vivere felici

Negli anni abbiamo visto tantissimi allievi, abbiamo tenuto molti corsi e abbiamo assistito a tante motivazioni. Si fotografa per noia o per trovare uno scopo nella vita molte persone fotografano perché pensano che le fotografie siano il fine della loro vita.

Lo ripetiamo molte volte e vale la pena ricordarlo anche in un post sul nostro blog dei Corsi sarebbe meglio avere una vita interessante e piena e quindi fare fotografie di peso e non tentare di fotografare per far finta di avere una vita interessante

Corsi Fotografia Milano

Cercherò di spiegarmi io ho sempre viaggiato fino a quando per me viaggiare era importante, in termini di incontri di esperienze di sensazioni profonde. Io non ho mai viaggiato per fare fotografie, le foto erano una conseguenza, un modo di fissare quelle emozioni, a volte intense a volte sottili, ho viaggiato per lavoro ho viaggiato per amore. Custodisco gelosamente ricordi dolorosi e melanconici di cui parlo raramente ormai.

Oggi stiamo assistendo ad un capovolgimento oggi si viaggia per fotografare. Persone, spesso insoddisfatte della loro vita,  devono rappresentarsi come non sono e lo fanno attraverso le immagini che producono. La fotografia arte mimetica e superficiale, dà l’opportunità a tanti, di rappresentarsi come vorrebbero apparire.

E’ iniziato probabilmente con Facebook prima e con Instagram poi… La dittatura dei like, l’assuefazione ai like… tanti hanno iniziato a sentire la pressione, a volere delle gratificazioni immediate.

Non stiamo parlando di poveracci ma di persone come noi, anzi anche noi ad un certo punto ci siamo passati, un momento difficile in cui le motivazioni venivano meno in cui il lavoro non girava come doveva in cui la vita di coppia non era il massimo ed ecco che pluck, piccolo miracolo ,postavi un fotografia e piano arrivavamo i “mi piace” qui è successo il pasticcio il pensiero debole quello che ha fatto si che tutti volessero diventare fotografi e che fossero disposti a comprare esperienze, la maggioranza ha iniziato a credere: “allora valgo qualcosa”. Da questa semplice relazione una coazione a ripetere nel tentativo disperato di lasciare un segno, di trovare un significato alla propria vita.

La fotografia è diventata una ossessione di massa, l’unico modo per poter pensare di essere qualcosa di diverso per provare ad affermare ho vissuto, qualcuno mi vuole bene, qualcuno mi stima… Oggi non c’è solo un bulimia di cibo, di zuccheri ma un bulimia di soddisfazioni caduche: di like, di consumo non solo junk food ma anche prodotti spazzatura che riempiono le nostre case fino a straboccare.

Tanti anni fa avevo iniziato un lavoro nelle discariche del mondo, un lavoro non originale (a scanso di equivoci ci aveva già pensato Jacob Riis alla fine del 1800) era originale la motivazione vedere da vicino il nostro consumo sconsiderato e ossessivo che ci porta a vivere come schiavi a guadagnare e poi a sperperare denaro e tempo per niente a non vivere le nostre vite.

Quindi per uscire da questa trappola basta poco basta capire il “Perché” quale è la motivazione che ci spinge non a fare delle buone fotografie ma a vivere la vita che stiamo vivendo. Solo sciogliendo questo nodo, solo cercando il nocciolo duro della nostra esistenza potremmo tentare di essere felici.

Corsi Fotografia Milano

Lo scopo non è diventare ricchi, non è lasciare un segno ma cercare di vivere il tempo che abbiamo da vivere. Ognuno di noi ha le sue motivazioni ma nell’ultimo periodo ho rallentato molto, ho semplificato e sto tentando di ritornare alle basi. Ho scoperto che non mi serve molto per vivere che voglio avere più tempo per me, voglio stare meglio fisicamente voglio vedere mia figlia crescere, avere l’opportunità per starle più vicino… Cose semplici e non complesse… non mi interessano computer, fama, automobili, cibo sofisticato mi interessa solo godere del mio tempo…

Tutto questo ha profondamente cambiato il mio modo di rappresentare la realtà…

Pensate con calma perché non esiste una formula che va bene per tutti, ognuno di noi è diverso però fermatevi, posate la macchina fotografica e chiedetevi: “Cosa Conta”… Ascoltate la vostra risposta lasciate da parte il mondo virtuale che vi ruba tempo e ripartite da voi stessi

Non preoccupatevi  se venite ai nostri corsi di fotografia vi spiegheremo COSA è la fotografia, COME si fotografa e vi daremo qualche spunto sul PERCHE’.  Pensiamo che sia veramente importante aiutarvi a scegliere un percorso che si può fare con la fotografia, con la scrittura o con qualsiasi altro mezzo di espressione.

Corsi Fotografia Milano

Vi consigliamo alcuni libri che potrebbero aiutarvi nella vostra ricerca:

Fai Spazio nella tua vita di Fumio Sasaki

Generazione X  di Dougas Coupland

Se questo è un uomo di Primo Levi

Infine un libro di fotografie: Luce istantanea di Andrej Tarkovskij

Martin Parr: il fascino straordinario dell’ordinario

Molti rimangono perplessi quando indico Martin Parr come uno dei più grandi fotografi di reportage contemporanei… Un vero genio della visione e del linguaggio… La sua capacità di scovare i paradossi della società nel nostro quotidiano e di renderli con un forza prodigiosa in modo  da innescare dei cortocircuiti di senso è senza dubbio senza pari nel mondo della fotografia odierna.

Tantissimi i suoi libri di grandissimo impatto: Small World, Think of England o Common Sense solo per citarne alcuni…

Il mio incontro con Martin Parr lo devo a Roberta Valtorta che alla fine del 900 mi chiese di farle delle riproduzioni di un libro che le servivano per delle lezioni di fotografia era The Last Resort un vero capolavoro in cui il  Consumo, la Spazzatura, il Declino, la Globalizzazione, l’educazione dei figli e la Guerra venivano presentati sullo sfondo di New Brighton…

Martin Parr ci insegna molto:

  1. Lavorate per progetti e finalizzateli in un libro;
  2. Trovate un argomento interessante di cui volete parlare;
  3. Parlate del globale partendo dal particolare;
  4. Trovate un linguaggio forte e personale;
  5. Lavorate sodo e siate consistenti, per sviluppare il punto precedente serve abnegazione e costanza, uscite spesso, una oretta al giorno anche senza macchina e abituatevi a guardare e a cercare le vostre foto;
  6. Mescolatevi ai soggetti che state fotografando non mettetevi su di un piedistallo a giudicarli, solo così potrete stare molto vicini alle persone;
  7. Siate aperti alle sorprese il quotidiano vi regalerà immagini strepitose che non avreste nemmeno potuto concepire;
  8. Studiate il lavoro degli altri per capire e comprendere non per copiare.

Di queste e di molto altro parleremo nei nostri workshop una occasione per conoscerci  e per approfondire e migliorare la vostra visione e le vostre capacità con persone interessate e interessanti:

Corso di Fotografia di ReportageWorkshop di Street Photography

Qui qualcosa di più su di me:

Fotografo, Wedding photography, Photo journalism, Story Telling