Arte, estetica, società e Carletto Marx

La rete, si sa, è il trionfo della superficialità… La fotografia ne è un esempio quasi supremo… Fioriscono forum e pagine FB in cui tutti si sentono grandi critici o fotografi è in funzione di una investitura semi divina si sentono in grado di giudicare e parlare… Da questo tipo di dibattito è sparita la critica alta e la cultura, sono scappati gli intellettuali semplicemente perché hanno deciso di ritirarsi nei loro ambiti, la ricerca, le università e i musei.
Negli anni ho avuto la fortuna di essere stato esposto a molti di questi personaggi e pur non essendo io uno di loro ho avuto un lascito importante che mi ha permesso di costruire degli impianti modulari e aperti per l’insegnamento della fotografia….
Estetica significa “percepire attraverso la mediazione del senso”. Originariamente l’estetica infatti non è una parte a sé stante della filosofia, ma l’aspetto della conoscenza che riguarda l’uso dei sensi. (molto diversa dall’ Estetismo e spesso confusa)
Per Marx l’arte non varia storicamente solo quanto alle sue manifestazioni, ma anche quanto al valore che le viene attribuito all’interno di una determinata società: detto altrimenti, Marx sembra suggerire che all’arte vengano assegnate funzioni diverse a seconda del tipo di società  in cui fiorisce. L’arte è spesso un modo dell’uomo di rappresentarsi, di dare forma e di legittimare la realtà che ha costruito.
Esisterà quindi un filone d’arte o cultura (o media) dominante  votato a legittimare i rapporti sociali e di produzione esistenti.
Anzi il lavoro intellettuale o culturale (Bianciardi mi perdonerà la citazione) sarà assoggettato al capitale  per cui si producono opere per valorizzare il capitale. L’“eroe artista” o il “campione lavoratore intellettuale” (visione del CAMPIONE, dell’EROE tragico) in un immaginario globalizzato diventa colui che rompe gli schemi dominanti, li critica e ne esce… Quindi anche la cultura “Beat” poi riciclata dal “Undeground” non è altro che la rappresentazione di una storia vecchia come il mondo.
Alla fine l’immagine (che è un prodotto intellettuale, in alcuni rari casi è anche arte) deve, poter essere ammessa nel circuito capitalistico della produttività e dell’asservimento al capitale e svolgere un ruolo sociale di accensione del “desiderio“.
Quindi torniamo a bomba alla fotografia cosa hanno in comune queste immagini?

Apparentemente nulla… Se non per il fatto che sono state fatte da un unico “lavoratore intellettuale” il sottoscritto…. Il quale le ha create per ambiti sociali molto diversi da loro…
Alcune sono assoggettate al dominio del capitale e devono suscitare “desiderio” quindi entrare nel circuito della produzione attraverso l’attivazione della propensione al consumo, altre sono invece da ascrivere alla funzione tragica del campione che va a cercare di rompere il circuito capitalistico altre ancora infine si pongono in una dimensione di contemplazione e di accettazione della realtà così come è… a voi la scelta…
In fondo dipende solo dal gruppo sociale / culturale a cui appartenete o decidete di appartenere…
Perché Steve McCurry, Eugene Smith, Robert Frank e Stephen Shore sono diversi anche se tutti quanti usano la fotografia come mezzo di espressione…

Per capire a fondo questo tipo di approcci si parte da una analisi formale e sostanziale delle immagini il primo passo è il nostro corso di Composizione e Linguaggio Fotografico in cui spieghiamo le basi della Gestalt e del Linguaggio fotografico si inizia dall’analisi formale per poi esplorare come creare nuovi significati.
Per chi volesse iniziare un approfondimento su Estetica e Marxismo qui lo scritto di Diego Fusaro.

Per chi invece vuole sapere la differenza fra ESTETICA ed ESTETISMO così almeno da non fare figure che con la retorica hanno poco a che fare 🙂

Vittore Buzzi: FB, Instagram , Wedding, Personal, Reportage

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