La corsa verso il nulla 2

 

Todd Hido

Todd Hido

Oggi più che mai faccio fatica a parlare di fotografia… Non fraintendetemi è che ho pochissimi interlocutori reali. Tutti sono fotografi, tutti fanno mostre… Però se approfondisci c’è solo un grande nulla… Reportage fatti in due ore a spasso per la città (progetti lunghi non sono garanzia di buone foto) libri raffazzonati in quattro e quattro otto solo per compiacersi, curatori furbastri e mostre, mostre per tutti basta pagare… Epigoni di vari fotografi… Auto celebrazioni continue…
Così non ha importanza il messaggio ma solo la fama effimera del nulla…
Basta passare davanti ad una inaugurazione di una mostra di fotografia in centro a Milano per vedere persone con il cappello la bella barba la macchina fotografica scintillante la borsina in pelle per rendersi conto che la fotografia è diventata di moda…
Sentirsi parte di un gruppo, si tratta di narrazioni del consumo.
Si parla, troppo tanto e quasi solo di macchine fotografiche, di pellicole di materiali, poco di idee, di modi di raccontare, di metafore di visioni, di storie.
Poco importa se non si sa chi siano August Sander, Stephen Shore, Robert Frank, Eugene Smith… Oggi tutti però ti annoiano con chiacchiere improponibili su Vivian Maier e su Sebastiao Salgado, autori che stimo, ma che sono diventati di tendenza: fa figo citarli ecco tutto, anche se non se ne sa quasi niente.
Amare la fotografia, l’arte contemporanea, la letteratura e il cinema significa progredire giorno dopo giorno , lentamente con il piacere di una pagina alla volta con le pause fisiologiche dettate dal giusto tempo per assimilare quello a cui si è esposti…

Tutto e subito è lo slogan del consumo è la fotografia oggi.
Non basta comprarsi una macchina analogica o una costosa replica digitale che ha il leggero sapore dolciastro dei tempi che furono, per diventare fotografi…
I progetti? Quelli veri non quelli scopiazzati di qua e di là quelli sentiti che ti prendono qualche anno? Quelli mancano…
Mancano i fotografi che sappiano distinguere l’esotico inevitabile che serve per colpire gli spettatori oggi dalla reale ricerca.

Mi guardo Todd Hido, Philip-Lorca di Corcia, Sally Mann e sorrido… sorrido della mia ignoranza del mio non sapere con serenità e tranquillità… Avanzo nei miei progetti che durano da decine d’anni, sorrido nel sentire persone che mi chiedono come nascono le idee…
Spieghiamo un metodo, facciamo degli esempi pratici durante il Corso di Reportage e di Story Telling insistiamo molto sulle contaminazioni con campi diversi dal nostro, sull’idea marxista e socialista della fotografia… Sul leggere, guardare film, mostre sull’essere realmente interessati all’altro da noi…
So solo che è un percorso che il progetto è nella vita “basta non avere fretta” come diceva il grande Saul Leiter….
Alla fine si parla e ci si entusiasma solo per le macchine e non è che su questo io veda differenze se siano a pellicola o digitali se costano migliaia di euro o poche lire. Sempre macchine sono.
Nessuno che mi dica mai “mi serve una macchina del genere perchè in questa maniera posso rendere meglio una certa atmosfera….”
Solo lagne di come si stava meglio prima con l’analogico o fregnacce di come il digitale ci ha cambiato la vita.
Macchine, scatole, obiettivi, tubi con lenti…
Per me sono modi diversi di espressione… ma forse perchè mi illudo di avere qualcosa da dire. Qualcosa che non si esaurisce nel possesso di uno strumento o di un libro o di un biglietto di ingresso della mostra più “a la page”. Tutte cose che  incitano al consumismo più bieco al cui centro rimane la tecnica e non l’uomo.
Così nella gallery che vedete qui sotto c’è di tutto dall’ 8×10 alla compatta digitale ma sopratutto ci sono degli autori con dei progetti con delle idee.
Questa è la cosa più difficile da fare oggi avere qualcosa da dire. Fermarsi e pensare, riflettere e rimandare ad altri una visone approfondita sul mondo.

[testimonial name=”Eugene Smith” about=”About E.S.” url=”https://en.wikipedia.org/wiki/W._Eugene_Smith”]A cosa serve una grande profondità di campo se non c’è una adeguata profondità di sentimenti[/testimonial]
Vittore Buzzi: FB, Instagram , Fotografo Matrimonio, Fotografo Milano, Reportage