World Press Photo 2013 pensieri

Avendo partecipato al World Press Photo per la prima volta quest’anno sono in parte in causa e fare una valutazione di questo prestigioso premio non è mai facile.
Di sicuro c’è uno sbilanciamento verso le foto di guerra che non può non saltare agli occhi.

World Press Photo

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Questo sbilanciamento comporta una sorta di atrofia nei confronti delle altre storie.  Sarebbe quindi opportuno, secondo me, creare una categoria apposita: War Stories solo per le guerre in maniera da dare spazio anche ad altri tipi di racconto.
Quest’anno non c’era neanche un membro della giuria Italiano quasi a testimoniare il fatto che in Italia la figura del PHOTO EDITOR è sempre più in declino con un graduale impoverimento della cultura fotografica e visuale.
A controbilanciare questa sparizione di giurati italiani i fotografi invece sono stati molto premiati con lavori impegnati ed interessanti: Alessio Romenzi, Paolo Pellegrin, Fabio Bucciarelli, Vittore Buzzi, Fausto Podavini e Paolo Patrizi. Questo a testimoniare il fatto che chi produce immagini in Italia lo fa con grande amore e dedizione.

Molto sta cambiando anche nel modo di giudicare, prima di confermarmi il premio sono stati richiesti i file RAW della mia storia, perché la giuria voleva valutarli senza la post / produzione che avevo effettuato anche questa è una cosa che sta destando molto scalpore perché piano gli interventi sul file RAW in Lightroom quindi senza la manipolazione / eliminazione / aggiunta di parti dell’immagine sta venendo accettata.

Se siete interessati a migliorare le vostre capacità riguardo alla fotografia di reportage vi consigliamo: