Nan Goldin: The ballad of sexual dependencies

19 Set – 26 Nov 2017
Triennale – Milano
Martedì – Domenica 10,30 – 20,30
Ingresso intero 7 Euro

“Il diario è la mia forma di controllo sulla mia vita. Mi permette di registrare ossessivamente ogni dettaglio. Mi consente di ricordare…”
“Non ho mai creduto che un solo ritratto possa determinare un soggetto, ma credo in una pluralità di immagini che testimoniano la complessità di una vita.”

Nan Goldin

Nan Goldin

Nan Goldin

Un viaggio lungo una vita, tante foto scattate fra la fine degli anni 70 e metà degli anni 80 del 900… Nan Goldin partecipa alle sue immagini non è a margine, spesso diventa protagonisita. Ci racconta di una generazione speciale, di esitenze spese in fretta è una presa di coscienza della realtà attraverso gli occhi dell’artista che documenta, a volte mette in scena come a proteggersi per una attimo…

Una mostra da non perdere.

Qui il Libro su Amazon.

Vittore Buzzi Fotografo

Joakim Eskildsen, libri e progetti

Joakim Eskildsen è un fotografo della mia generazione, ha lavorato per Vanity Fair ed è  un fotografo commerciale e ritrattista. Ha studiato fotografia, arte e design. E’ un prodotto delle scuole d’arte danesi che hanno sempre creduto nella formazione dell’artista e nella sua promozione.
Classe 1971 Eskildsen ragiona in termini progettuali, ogni progetto qualche anno di lavoro, una mostra e un libro. Tempi dilatati per il contemporaneo che è abituato a consumare tutto e subito. Il suo metodo, la sua costanza gli sta però dando ragione. I suoi libri sono sempre introvabili e diventano oggetti da collezione basti pensare alle quotazioni da capogiro che ha raggiunto il suo The Roma Journey.


Vale la pena farsi un giro approfondito sul suo sito web, scoprirete che è uscito da quasi un anno il suo ultimo lavoro American Realities (il lavoro è datato 2011) con un sito internet che lo accompagna.

L’importanza di Eskildsen come autore è dovuta al suo uso sapiente della metafora, alla sua delicatezza nel trattare temi importanti e difficili senza mai esagerare e lasciarsi andare alla retorica spinta tanto cara al brusio contemporaneo. Fa sorridere il fatto che sia un autore ampiamente storicizzato all’estero ma ignorato in Italia.

E’ difficile oggi parlare di fotografia contemporanea semplicemente perché siamo ultra superficiali e schiavi delle mode… Così dopo i tormentoni Steve McCurry e Vivian Maier da noi c’è spazio quasi sempre per i soliti noti o per gli epigoni di altri autori

Le poche gallerie che esistono cercano di sopravvivere spillando qualche soldo ad ingenui fotografi, a sponsor di belle speranze o a qualche collezionista sprovveduto… Una prospettiva buffa vista dall’esterno, tragica se vissuta dall’interno.

Qui se siete interessati a: Linguaggio e Composizione Fotografica

Buona lettura…

Vittore Buzzi: Wedding, Ritratto, Instagram

LETIZIA BATTAGLIA. PER PURA PASSIONE

Chi: LETIZIA BATTAGLIA
Dove: Roma Maxxi   orari / biglietteria
Quando: 24 novembre 2016 – 17 aprile 2017
Libri: Antology, Cronache SicilianePassione, giustizia, libertà.

Ultimi giorni per vedere la grande mostra di Letizia Battaglia al Maxxi. Un ritratto, da una fotografa militante, dell’Italia tutta e di Palermo in particolare.

Le fotografie della Battaglia ci insegnano quanto è importante una documentazione di denuncia della nostra storia. Letizia non è solo una fotoreporter eccezionale ma fa della fotografia quello che in molti foto giornalisti e fotografi oggi si sono dimenticati un ATTO POLITICO. 
Non fotografa per egocentrismo per qualche like in più su una bacheca virtuale lo fa per PURA PASSIONE e per noi, per non dimenticare quello che è successo quello che era la nostra società.

Oltre 200 foto in un allestimento strepitoso che accompagnano 50 anni di Italia: ho visto la mia infanzia ho ri-vissuto l’adolescenza e la mia maturità mi si è chiarito come è importante non rinunciare a combattere per la democrazia per la giustizia per il nostro futuro sopra tutto oggi che la criminalità organizzata ha preso altre strade e che la politica ripiegata su stessa sembra non essere in grado di rispondere alle terribili sfide che ci pone la globalizzazione.

Poesia, denuncia, dolore e impegno sono solo parole: nel lavoro di Letizia diventano immagini mai banali, metaforiche e profetiche, potenti che non possono  lasciare indifferenti… Una vita complessa, piena e sicuramente non facile, quella di Letizia, che ci restituisce il valore dell’impegno civile e politico perché se non lo facciamo noi non ci sarà nessuno che lo farà per noi.

Il racconto d’Italia e della vita stessa di chi dietro quella macchina ha vissuto, l’impegno nell’editoria, nella politica nella società: Falcone, Borsellino, Dario Fo, Pasolini, Franca Rame, i processi politici, le stragi sventate, la mattanza della mafia, la gente comune, tutti davanti al suo obiettivo…
Una mostra da vedere, uno stimolo a pensare a essere liberi e al fare ad opporsi alla deriva attuale.

La mostra è un manuale di fotografia, di storytelling e di giornalismo.  In un mondo in cui il giornalismo sta morendo ed è sempre più un ri-pubblicare notizie preconfezionate dal “potere” o dal  “potente” di turno, scendere in strada, verificare, toccare con mano e poi rielaborare, riflettere editare e preparare delle pubblicazioni diventa  per Letizia un modo di vivere un modo di agire.
Un monito per tutti quei giovani foto giornalisti pronti a partire per paesi esotici senza una preparazione adeguata che si troveranno a raccontare storie troppo lontane da loro. C’è tanto da fare qui e ora, c’è tanto da  capire… da opporsi “in direzione ostinata e contraria“…

Una mostra che ci interroga ci chiede se abbiamo mollato o se stiamo provando a riorganizzarci perché la mafia non uccide più per strada con clamore ci uccide in maniera diversa giorno dopo giorno e non è l’eroina  la droga con cui ci rende dei tossicodipendenti ma il consumo, l’informazione manipolata, il cibo e l’intrattenimento che ha preso il posto dell’impegno…
Ispirazione allo stato puro.

C’è da dare BATTAGLIA… Una MAXXI BATTAGLIA.

Chi: LETIZIA BATTAGLIA
Dove: Roma Maxxi   orari / biglietteria
Quando: 24 novembre 2016 – 17 aprile 2017
Libri: Antology, Cronache SicilianePassione, giustizia, libertà.

La corsa verso il nulla 2

 

Todd Hido

Todd Hido

Oggi più che mai faccio fatica a parlare di fotografia… Non fraintendetemi è che ho pochissimi interlocutori reali. Tutti sono fotografi, tutti fanno mostre… Però se approfondisci c’è solo un grande nulla… Reportage fatti in due ore a spasso per la città (progetti lunghi non sono garanzia di buone foto) libri raffazzonati in quattro e quattro otto solo per compiacersi, curatori furbastri e mostre, mostre per tutti basta pagare… Epigoni di vari fotografi… Auto celebrazioni continue…
Così non ha importanza il messaggio ma solo la fama effimera del nulla…
Basta passare davanti ad una inaugurazione di una mostra di fotografia in centro a Milano per vedere persone con il cappello la bella barba la macchina fotografica scintillante la borsina in pelle per rendersi conto che la fotografia è diventata di moda…
Sentirsi parte di un gruppo, si tratta di narrazioni del consumo.
Si parla, troppo tanto e quasi solo di macchine fotografiche, di pellicole di materiali, poco di idee, di modi di raccontare, di metafore di visioni, di storie.
Poco importa se non si sa chi siano August Sander, Stephen Shore, Robert Frank, Eugene Smith… Oggi tutti però ti annoiano con chiacchiere improponibili su Vivian Maier e su Sebastiao Salgado, autori che stimo, ma che sono diventati di tendenza: fa figo citarli ecco tutto, anche se non se ne sa quasi niente.
Amare la fotografia, l’arte contemporanea, la letteratura e il cinema significa progredire giorno dopo giorno , lentamente con il piacere di una pagina alla volta con le pause fisiologiche dettate dal giusto tempo per assimilare quello a cui si è esposti…

Tutto e subito è lo slogan del consumo è la fotografia oggi.
Non basta comprarsi una macchina analogica o una costosa replica digitale che ha il leggero sapore dolciastro dei tempi che furono, per diventare fotografi…
I progetti? Quelli veri non quelli scopiazzati di qua e di là quelli sentiti che ti prendono qualche anno? Quelli mancano…
Mancano i fotografi che sappiano distinguere l’esotico inevitabile che serve per colpire gli spettatori oggi dalla reale ricerca.

Mi guardo Todd Hido, Philip-Lorca di Corcia, Sally Mann e sorrido… sorrido della mia ignoranza del mio non sapere con serenità e tranquillità… Avanzo nei miei progetti che durano da decine d’anni, sorrido nel sentire persone che mi chiedono come nascono le idee…
Spieghiamo un metodo, facciamo degli esempi pratici durante il Corso di Reportage e di Story Telling insistiamo molto sulle contaminazioni con campi diversi dal nostro, sull’idea marxista e socialista della fotografia… Sul leggere, guardare film, mostre sull’essere realmente interessati all’altro da noi…
So solo che è un percorso che il progetto è nella vita “basta non avere fretta” come diceva il grande Saul Leiter….
Alla fine si parla e ci si entusiasma solo per le macchine e non è che su questo io veda differenze se siano a pellicola o digitali se costano migliaia di euro o poche lire. Sempre macchine sono.
Nessuno che mi dica mai “mi serve una macchina del genere perchè in questa maniera posso rendere meglio una certa atmosfera….”
Solo lagne di come si stava meglio prima con l’analogico o fregnacce di come il digitale ci ha cambiato la vita.
Macchine, scatole, obiettivi, tubi con lenti…
Per me sono modi diversi di espressione… ma forse perchè mi illudo di avere qualcosa da dire. Qualcosa che non si esaurisce nel possesso di uno strumento o di un libro o di un biglietto di ingresso della mostra più “a la page”. Tutte cose che  incitano al consumismo più bieco al cui centro rimane la tecnica e non l’uomo.
Così nella gallery che vedete qui sotto c’è di tutto dall’ 8×10 alla compatta digitale ma sopratutto ci sono degli autori con dei progetti con delle idee.
Questa è la cosa più difficile da fare oggi avere qualcosa da dire. Fermarsi e pensare, riflettere e rimandare ad altri una visone approfondita sul mondo.

[testimonial name=”Eugene Smith” about=”About E.S.” url=”https://en.wikipedia.org/wiki/W._Eugene_Smith”]A cosa serve una grande profondità di campo se non c’è una adeguata profondità di sentimenti[/testimonial]
Vittore Buzzi: FB, Instagram , Fotografo Matrimonio, Fotografo Milano, Reportage

Il sentimento dello sguardo

Sembra un ritornello una litania: “Dovete sentire le foto, dovete sentire la luce, l’inquadratura, sentire che quella è la foto che volete fare. Tutto vi chiama con forza e voi reagite, diventate la cassa di risonanza del vostro Sentimento dello Sguardo…

Vittore Buzzi Fotografo
In molti mi chiedono se è una cosa che nasce spontanea… In parte… Un progetto un modo di vedere, un modo di rappresentare il reale non è qualcosa che nasce in 2 oreCi vuole tempo… ci vuole una educazione, un pensiero… E’ quello che c’è dietro la macchina fotografica: “un fotografo”
Io sono il prodotto di quello di cui mi sono nutrito, non solo in termini di immaginiNon sono un pappagallo che copia i  grandi fotografi che tanto mi hanno insegnato, ma un autore che ha qualcosa da dire a volte sono un professionista che deve dare forma all’immaginario dei suoi clienti… Sono un uomo che ha pensato molto prima di fotografare, non fotografo a caso, cerco qualcosa una sensazione malinconica dolce, tiepida ma leggermente dolorosa, con un retrogusto amaro, così simile alla vita che è un percorso verso l’inevitabile in cui la vera unica risorsa scarsa (almeno nel mondo occidentale) è il tempo….

Vittore Buzzi Fotografo

Vittore Buzzi Fotografo

Dietro ogni mia immagine c’è un pensiero... Pensiero meditato, filtrato, modellato dal tempo dagli anni, le inquadrature che possono sembrare casuali non lo sono per niente… Certi tagli, tagliente è la vita se decidete di viverla…

Vittore Buzzi Fotografo

Vittore Buzzi Fotografo

Il mio sentimento dello sguardo non è sempre lo stesso, cambia, ci sono dei periodi in cui è attratto dalle storie degli altri (è questo il vero senso del reportage) altre in cui l’esigenza di rappresentazione dell’identità e dell’immaginario collettivo diventa più importante…

Vittore Buzzi fotografo

Vittore Buzzi fotografo

Certo sono un fotografo scomodo, intransigente e duro ( a dispetto della mia giovialità) non sono uno che puoi incantare con le storielle da finto fotografo di reportage o da finto artista… O far finta di fare il curatore museale quando hai a malapena una infarinatura da Accademia di belle Arti… tutto è dovuto al’ rispetto all’amore al rispetto per il sentimento dello sguardo, quando ne incontro uno

Vittore Buzzi fotografo

Vittore Buzzi fotografo

Ci vogliono anni, almeno 5, ci vuole amore, costanza e follia… alla fine però c’è una soddisfazione immensa  una gioia un appagamento enorme… La felicità di avere una visione… è un sogno che si realizza…

Vittore Buzzi Photography

Vittore Buzzi Photography

Certo è facile illudersi di essere fotografi comprandosi una bella macchina, pagandosi un libro, una mostra… ma sono solo sensazioni fugaci che tremolano su di uno schermo e scompaiono…
Le esperienze comprate non valgono” diceva Douglas Coupland  in Generazione X … Oggi sembra quasi il contrario… Se non compri le esperienze non vali nulla…

Vittore Buzzi Photography

Vittore Buzzi Photography

Però così pagando… pagando per fare finta di fare i fotografi, per fare finta di fare gli artisti… per fare finta di vivere si rischia di rimanere uomini a metà… intrappolati nel consumismo che ormai attanaglia anche gli affetti…
E’ così difficile scegliere di essere liberi? Forse si. Liberi dal giudizio degli altri… E’ per pochi… Spesso, troppo spesso ci specchiamo in quello che pensano gli altri di noi…
Nei corsi cerco di insegnare a liberarvi, e provare a sviluppare il vostro sentimentoNon addormentate il vostro sguardo a con il consumo con la superficialità con l’effimero…. Non abbandonatevi al lato oscuro… Cercate di avere pazienza e costanza…  🙂 😛 😉
Come diceva Yoda: “l’attaccamento conduce alla gelosia, l’ombra della bramosia esso è…  Grande guerriero? Guerra non fa nessuno grande…Io non posso istruirlo il ragazzo non ha pazienza… profondissimo impegno… ” Certo anche io ho le mie debolezze consumiste…

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