Fotografare con nuovi occhi

Passato il Natale spesso ci si sente spaesati… Molti si sono lasciati prendere dalla fregola del consumo e si sono rimpinzati di materiale fotografico che alla prova dei fatti risulta essere di poca o nulla utilità.

L’anno nuovo ci permette di fare progetti ad amplio raggio. Forse la cosa più utile è iniziare a a pensare cosa vogliamo dalla nostra fotografia.
Se abbiamo qualcosa da dire e se abbiamo idea di come dirlo.

Come nascono i nuovi progetti? Dalle foto da una programmazione a tavolino dalla nostra sensibilità?
Oggi servirebbe propio quello ri – aprire gli occhi, tornare a vedere e a sentire…
Il regalo più bello per questo 2020 potrebbe proprio essere questo imparare a fotografare con occhi nuovi.
Rieditare un vecchio progetto o concludere qualcosa che è stata troppo a lungo nel dimenticatoio.
Meno materiale più fotografie, più libri e più gioia.

Buon anno.

Un anno dopo

Cosa succede cosa accade man mano che si lasciano i workshop per fare spazio a dei percorsi accademici più strutturati?
Certamente accade che si inizia a ragionare in termini di anni, di decine di lezioni, improvvisamente il tempo davanti a noi si dilata e prende forma una idea più articolata di lezione, di studio e di progettualità

Certamente l’entusiasmo e i lavori dei ragazzi che incontriamo ci permette di ragionare maggiormente sulla nostra autorialità e su quello da passare alle generazioni future.

Si ragiona sul concetto di reportage, di foto giornalismo sulle differenze con la fotografia di ricerca e documentaria e di come nel contemporaneo della fotografia le divisioni i generi vengano ad avere meno un loro senso in quando si prendono dei codici di un genere e si applicano ad un altro ambito.

Oggi ci sono moltissimi autori interessanti che lavorano nei campi più disparati dal ritratto al fotogiornalismo… Passando per la fotografia di matrimonio e strizzando l’occhio all’arte contemporanea… I ragazzi giovani, bravissimi premono dal passo e molti autori fanno fatica a rimanere tali e a trovare la loro strada in un mondo sempre più complesso, stratificato e difficile da navigare.

Siamo su un pontile e scrutiamo le infinite possibilità del mare… Una vita non basta per solcarlo tutto, siamo dei privilegiati sull’orlo di una nuova grande rivoluzione. Solo applicandoci con la costanza e lo studio potremo goderne appieno gli effetti…

Volete sapere qualcosa di più di me:

Vittore Fotografo
Vittore wedding

Saper aspettare

Quando si inizia a fotografare si pensa sempre che ci siano dei trucchi infallibili per fare delle buone foto…
I trucchi, le regoline al massimo ti faranno fare delle belle foto molto spesso vuote ed inutili.

Per progredire bisogna saper aspettare, far maturare e depositare le esperienze, non solo le competenze tecniche ma anche quelle espressive.
Oggi viviamo in un mondo del tutto subito…
Il fast food del consumo delle esperienze, finita una cosa avanti con un altra e via così dimenticandosi di tutto non interessandosi a niente…

Costanza e attesa, attesa della luce giusta del meteo giusto, della stagione (della propria vita) giusta…
Si bisogna solo saper aspettare per fare buone foto.
Studiar, leggere imparare a sentire le proprie sensazioni…

Corso Fotografia paesaggio

Corso Fotografia paesaggio

Corso Base di Fotografia

FotografoWedding photographerFotografo Matrimonio

Come e perché

Corsi fotografia milano

Corsi fotografia milano

Non sempre ovviamente, in fotografia è molto più importante il PERCHE’ si fanno le cose del COME si fanno… Se voglio imitare Luigi Ghirri e sono felice così ben venga… Fortunatamente non è il mio caso… Le motivazioni profonde della fotografia ognuno le deve trovare in se… io ricerco delle sensazioni ben precise: Solitudine, Malinconia, senso di qualcosa di inevitabile che è già successo e sembra irreversibile, Silenzio e contemplazione… Non voglio una fotografia retorica e accesa ma qualcosa da fruire con una sua lentezza…
Il COME si capisce bene in un corso base… Il PERCHE’ cambia nel corso della vita ed è una ricerca… Una crescita continua lenta… In alcuni casi un accumulo in altri uno svuotamento.

Man Ray, di Lothar Wolleh, Parigi, 1975

Man Ray, di Lothar Wolleh, Parigi, 1975

Cito infine il grande Man Ray che provocatoriamente a chi insitentemente gli chiedeva delucidazioni tecniche sul COME si facessero i Rayogrammi rispose magistralmente:

Certamente, ci saranno sempre quelli che guarderanno solo alla tecnica, e chiederanno ‘come’, mentre altri di natura più curiosa si domanderanno ‘perché’. Personalmente ho sempre preferito l’ispirazione all’informazione.

Corsi, Workshop fotografici

FotografoWedding photographer

Sovra esporre e de saturare un poco

Corsi Fotografia

La fotografia di paesaggio segue scuole differenti e, spesso diametralmente opposte…
O si satura e si aumentano i contrasti o si cercano  leggerezza e delicatezza eteree…
Per questo tipo di fotografia è molto importante scegliere le giornate giuste… Cieli nuvolosi con luce diffusa… Non basta anche l’ora deve essere giusta intorno alle 12 per aumentare l’effetto di piattume…
La sovra esposizione è sempre difficile perché rischia di bruciare i bianchi…
Si deve fotografare con i file RAW perché la gestione del JPG fatto dalla fotocamera non ha una latitudine di posa che mi permette le regolazioni necessarie.

In macchina io arrivo a sovra esporre  non più di 1 stop.

In post produzione toglierò il più possibile le ombre e de saturerò un po’ tutta l’immagine.
Infine effetterò una regolazione con le curve andando a tagliare le alte luci…
In questo modo si arriva ad ottnere delle immagini che ricordano vagamente quelle di LUIGI GHIRRI.

A preve un piccolo post sulla differenza fra COME e PERCHE’, fermo restando che il secondo è ciò che conta nella vita e non solo in fotografia.

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