Olympus OM-D: buon divertimento…

Quattro anni fa al ritorno da uno dei mie viaggi in Etiopia con il mio corredo Nikon ho iniziato ad avere problemi alla schiena e mi sono accorto che avevo perso la gioia di portare con me la macchina fotografica nel quotidiano e che la felicità di fare fotografie era un po’ sparita. Da allora ho iniziato ad aspettare qualcosa che avesse alcune caratteristiche ben chiare per me nella testa, visto che mi serviva per i miei lavori professionali sia commerciali che di matrimonio che per le mie fotografie di street e personali ed editoriali:

  1. Un peso e una dimensione  contenuti e una maneggevolezza buona;
  2. Una IQ (Image Quality) accettabile;
  3. Un sistema di obiettivi in grado di affrontare tutte le situazioni;
  4. Un autofocus buono visto che con l’età, soprattutto la sera quando sono stanco, inizio a doverci contare in maniera pesante;
  5. Una durata delle batterie decente;
  6. Una affidabilità in situazioni climatiche estreme (+45° con 95% di umidità e -40°)

Questa macchina per me è stata l’ Olympus OM-D  equipaggiata con 6 ottiche il 9-18mm il 12mm f2 il 14mm f2.5, il 25mm f1.4, il 45mm f1.8 e il 12-35mm f 2.8 che uso solo per i matrimoni quando sono solo.

1. Peso e Dimensioni

Oggi il mio corredo pesa in configurazione da viaggio (2 macchine, 8 batterie,1 carica batterie e tutte 5 le ottiche) circa 1700 grammi e sta dentro una borsina Think Tank minuscola… Se proprio voglio posso aggiungere il flash FL600R e con le batterie raggiungo i 2 kg. Quindi sotto questo punto di vista sono più che soddisfatto passando da circa 12 kg del mio simpatico ex corredo Nikon ho ridotto ad 1/6…
La macchina sta bene in mano i comandi sono facilmente accessibili e totalmente configurabili, lo schermo ribaltabile e touch mi toglie di impaccio in situazioni spinose permettendomi inquadrature impossibili con la maggior parte delle reflex. Qui se siete interessati ai miei settaggi (in inglese).

2. IQ (Image Quality)

Va più che bene, evito commenti e giri di parole e posto un confronto a 3200 ISO (un grazie a DP Review che mi ha  fornito i file) con la X  PRO 1 se ci cilikkate sopra 2 volte  vedete il file a 1600×1200 pixel, ho scelto di ingrandire un punto in ombra per meglio avvicinarmi a delle condizioni reali d’uso. Ad alti ISO cede 1 stop alla Fuji e alla D700, inoltre avendo molti megapixel in un sensore piccolo necessita di ottiche di qualità elevata per sfruttarne tutte le potenzialità. La grana e il rumore sono però molto simili a quelli di una pellicola vera. La qualità va bene per il professionista, la verità è che molti fotografi hanno paura a presentarsi con delle macchine così piccole, come se la loro professionalità risiedesse nel mezzo e non nelle loro capacità … Vi ricordo che nessuno mi paga per le mie macchine fotografiche ma per le foto che faccio.
Qui un reportage completo: Let Wei Yangon.

LR Olympus Fuji
LR Olympus Fuji

3. Sistema

Molto buono in continua espansione qui la LENS CHART. Con Panasonic, Olympus, Produttori terzi ed Anelli di adattamento da e per qualsiasi altro sistema si ha solo l’imbarazzo della scelta. Ovviamente dipende dai vostri gusti e dal vostro portafogli. Se volete una DOF (depth of Field) contenuta dovete prendere le ottiche fisse belle ma costose.

4. Autofocus

Ottimo e con un buonissimo mirino EVF (Eletronic View Finder) di poco inferiore alla mia vecchia Nikon D3 che era una scheggia…

5. Durata batterie

Decente (300/350 scatti circa) non paragonabile con quelle della Nikon D3 (1800/2000 scatti).  Io ho risolto comprando un bel po’ di batterie ne ho 8 mi è successo di usarne 6 in un matrimonio (in cui ho fatto anche dei video) un po’ lunghino preferisco non andare in ansia e stare “largo” riguardo all’autonomia. Bisogna avere il firmware aggiornato che “spegne” lo stabilizzatore quando non serve.

6. Affidabilità in situazioni climatiche estreme (+45° con 95% di umidità e -40°)

Per quanto riguarda il caldo umido è stata con me in Birmania fino a 37° gradi e si è comportata molto bene unica nota lasciando la macchina nera al sole accesa si arroventa preferisco spegnerla appena posso. Ottima la tropicalizzazione e la resistenza alla polvere anche con obiettivi non tropicalizzati…  Robusta e molto è un mini tank, con il suo corpo in metallo, ci sono caduto sopra con tutto il mio peso e la ho a malapena scalfita.

Per quanto riguarda il freddo la ho usata al massimo a -2 gradi senza nessun apparente problema, a Febbraio dopo l’India sarò in Mongolia con condizioni fra i -20° e i -40° sicuramente farò un post successivo a questa esperienza che può essere traumatica per qualsiasi tipo di macchina fotografica.

Divertimento assicurato!

La cosa migliore è che con la OM-D il divertimento è assicurato, piccola e leggera è sempre pronta da essere portata in giro. Con le sue ottiche splendide coglie tutti i dettagli la resa dei colori è strepitosa e molto satura e il file ha una grana vagamente simile alla pellicola. Mi sento libero e mi diverto, ho voglia di provare e ho la macchina quasi sempre con me… Insomma una grande gioia ritrovata la mia schiena, inoltre, ringrazia sentitamente… Con buona pace per le reflex ingombranti e scomode che ti allontanano dalla gente e che ti fanno sembrare un buffo ceffo ad un safari… Insomma una macchina per la professione e il divertimento, tutto in uno… Come ai vecchi tempi.

One Comment

  1. Egr. Sig, Buzzi,
    leggo il suo articolo con molto piacere.
    Finalmente qualcuno che “proviene” dal mondo FF che si accorge che il sistema m4/3 di Olympus non ha nulla di meno degli altri sistemi, anzi forse aggiunge qualcosa di più!
    Son un fotografo Olympus dall’età di 15 anni ora ne 57 e da un anno sono passato al m4/3 con una OMD EM-1 e con solo ottiche prime 12-17-25-45mm
    e mi creda non ritornerei più al 4/3 o reflex. La leggerezza, l’affidabilità del sistema m4/3 è unica e la flessibilità d’impiego veramente eccezionale.
    Per chi fa Street come me, il sistema m4/3 OMD è la soluzione ideale.
    Cordiali saluti
    Paolo

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