Il vostro pubblico

Oggi la fotografia é ovunque, disponibile per tutti.

Tutti hanno un telefono in tasca che può far foto immediatamente condivisibili, tutti possono scattare fotografie. Se é vero che questo non vuol dire essere fotografi la percezione stessa di cosa significhi oggi fare questo mestiere é sicuramente piuttosto distorta perfino a noi che questo mestiere lo facciamo per davvero, con gioia anche in mezzo a tutte le difficoltà.

Oggi ci basta una reflex con un ottica zoom universale ed un flash universale per proporci sul mercato, cosa poi mettiamo nelle fotografie é un altro discorso ma la questione rimane vera.

photographers
Ma non é di questo che voglio parlare, spero e credo che pochi tra coloro che leggono queste righe vogliano fare i professionisti, però allo stesso modo credo e spero che la maggior parte di voi vogliano godere del proprio poter fotografare e dei risultati che ottengono.

Per un professionista una foto diviene giocoforza un prodotto, per un amatore consapevole la foto può essere testimonianza di un momento o di una sensazione che riguarda una vita ben vissuta.
Capire questo concetto semplice e profondo può davvero giocare un ruolo fondamentale.

Cos’é per voi la fotografia, quindi.

Le migliori foto sono quelle personali.
Capire perché prendiamo delle fotografie, per chi le scattiamo e che cosa mostriamo di noi diventa fondamentale, eppure spesso lo dimentichiamo.

Oggi, che macchina fotografica usiamo, i Followers e la gabbia dei “generi” sono tra le prime domande che ci vengono poste, o tra le prime cose che vengono notate.

Su questo si basano molte campagne dei brand.

Invece il “Perché” è ciò che può arricchire di significato, motivazione  e consapevolezza il vostro lavoro. Teoricamente, potreste tranquillamente fare altro. Scrivere, disegnare…
Cosa vi spinge a premere il pulsante di scatto, qual’é la vostra connessione col mondo? Cosa rende la vostra visione unica PER VOI? Cosa é personale e cosa no?

Giusto e Sbagliato non esistono. Esiste solo il Personale o Non.

Chiediamoci, invece di: “É una buona foto?”  “Ha un significato per me?”

In un epoca dove vige il bombardamento mediatico (mille workshop, notifiche, decine di lavori costantemente disponibili, mostre, fanzine, riviste…) in mezzo a tutto romare vi siete mai chiesti perché fate foto?

La qualità e la direzione dei lavori che farete dipendono in maniera sistematica dalle domande che vi porrete.

Fareste comunque fotografie se non potesse più vederle nessun altro? se vi rimanesse solo una settimana libera per fotografare, su cosa puntereste i vostri obiettivi?

Io, personalmente, mi pento di non aver fotografato un sacco di situazioni che ho vissuto, spesso dandole per scontate ed eterne, ma ormai sappiamo che le cose non stanno così. Appena ne avevo l’occasione, in quegli anni, pensavo ai grandi temi ed a come volevo crescere come fotografo, dimenticandomi di come invece, per me stesso avrebbe avuto decisamente più senso fissare ciò che mi riguardava da vicino, come i lavori che svolgevo, i miei colleghi, le persone che avevo accanto…

Questo tipo di fotografia vi darà una forza espressiva inimmaginabile, svilupperà il vostro modo di vedere il mondo che vi circonda in maniera profonda e intima, e non pochi fotografi hanno scelto questa strada e questa “scuola”. David Alan Harvey (Magnum) ad esempio con il suo lavoro “Off for a Family drive

Off for a Family drive

Avremo modo di parlare di tutto questo nei prossimi post…una buona giornata a tutti! Gabriele

 

About me:

Personale / Wedding Photographer / Oscura

 

 

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